#146. Lorna (1964)


Lorna

La dimostrazione che il primo Russ Meyer, prima che le donne gli dessero completamente alla testa, era in grado di fare un film serio: Lorna.

Lorna è un film di Russ Meyer del 1964. Protagonisti sono Lorna Maitland, una delle prime muse del regista, apparsa anche in “Mudhoney” (1965) e “Mondo Topless” (1966). Una piccola parte anche per Althea Currier, apparsa in uno dei primi film di Meyer, “L’Immorale Mr. Teas” (1959).

Anno: USA 1964

Regia: Russ Meyer

Soggetto: Russ Meyer

Sceneggiatura: James Griffith

Cast: Lorna Maitland, Mark Bradley, James Rucker, Hal Hopper, Doc Scott, Althea Currier, James Griffith

Durata: 78 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Lorna e Jim sono sposati e vivono sul fiume in un’umilissima casa, quasi in povertà. Jim lavora in una salina e di notte studia per diventare commercialista, mentre Lorna è insoddisfatta della sua vita e sogna di trasferirsi in una grande città e diventare ricca. Il giorno dell’anniversario di matrimonio, mentre Jim è al lavoro, Lorna viene assalita da un evaso: inizialmente spaventata, poco a poco si sottomette all’uomo, nel quale trova la passionalità che manca al marito. Jim di ritorno dal lavoo ha in serbo per lei una sorpresa ma a casa scoprirà che le cose non vanno come previsto.

Recensione e Commento (appassionato)

Dopo il discreto successo delle sue prime pellicole, come “The Immoral Mr. Teas” (1959), Russ Meyer a metà degli anni Sessanta mise in fila una serie di pellicole appartenenti al cosiddetto periodo bianco e nero gotico, delle quali Lorna rappresenta il primo esemplare. Seguiranno a stretto giro “Fanny Hill” (1964) e nel 1965 “Mudhoney”, “Motorpsycho!”, sorta di prototipo della bikesploitation al femminile  e uno dei suoi film migliori, “Faster, Pussycat! Kill! Kill!” considerato un’icona dagli amanti del regista e un film di riferimento della carsploitation, che può considerarsi complementare al precedente.

Lo stesso Meyer dichiarò di aver tratto ispirazione per girare Lorna dal neorealismo italiano, qui traslato nel profondo sud degli Stati Uniti (una location che sarà tipica della sua produzione) e con una velata critica sociale, di sicuro non così predominante come nel modello di De Santis.

In Lorna appaiono già alcuni dei topos cari a Meyer: abbiamo un uomo che non riesce a soddisfare la propria donna, il desiderio di lei di ribellarsi e di sfondare, il tema del tradimento e, ovviamente, la procacità della protagonista femminile.

La protagonista, Lorna Maitland, al secolo Barbara Popejoy, fu la prima musa di Russ Meyer che la diresse in altri due film, e presenta quelle caratteristiche che gli saranno tanto care per tutta la carriera: fisico da pin-up e tette.

Lorna 4

Lontano dagli eccessi pop e cartooneschi delle produzioni seguenti, come “Supervixens” (1975) e “Beneath the Valley of the Ultra-Vixens” (1979) che vireranno verso una sorta di commedia-porno, il motore degli eventi nel film è il desiderio di tradimento.

Nonostante Jim, che pure ha le sue colpe, non dedicandole tutte le attenzioni che lei meriterebbe  e non essendo all’altezza in quanto a passionalità, si impegni spaccandosi la schiena lavorando e studiando allo stesso tempo per poter dare un futuro migliore alla coppia, Lorna si sente prigioniera e sogna una vita di lusso e divertimenti ma soprattutto una vita di passione amorosa.

Non a caso, non appena le si presenterà la possibilità lei tradirà Jim, incurante del passato burrascoso dell’amante. La figura di Lorna è quindi molto negativa: ha sposato un uomo conscia dei suoi mezzi, un uomo che però cerca in tutti i modi di farla vivere al massimo delle sue possibilità e da lui vorrebbe contemporaneamente continue attenzioni, la sua costante presenza sotto le coperte e una vita agiata, senza considerare il piccolo particolar che per ottenerla occorre lavorare sodo.

Insomma il prototipo in pectore dell’oca stupida il cui unico obiettivo nella vita è quello di sposare un miliardario per fare la bella vita senza alcuna responsabilità.

Ne consegue che la sua morte, nonostante sia un colpo terribile per il marito, sia a conti fatti, la giusta punizione, non tanto per il tradimento, quanto per la sua frivolezza nella vita.

La figura dell’onesto lavoratore Jim è anche in netto contrasto con quelle dei colleghi di lavoro Luther e Jonah. Se il secondo è perdonabile per il suo evidente ritardo mentale, il primo rappresenta la mentalità rozza e ignorante che molta cinematografia a stelle e strisce ha accostato al profondo sud americano.

Lorna 1

Luther è un vecchio ubriacone, solo, senza scopo, libidinoso oltre ogni limite, scansafatiche e soprattutto invidioso: al garbo e all’operosità di Jim contrappone la violenza e l’ozio. Il suo personaggio è una sorta di proiezione di quello che diventerà l’evaso che Lorna porta nel letto coniugale: se la donna non fosse morta, la sua vita sarebbe stata bel lontana da quella che lei avrebbe sognato ma sarebbe stata ancor più misera e meschina, tra le braccia di un uomo che dedica la sua vita solamente alla bottiglia e al tradimento.

Non a caso “Lorna” è stato definito un “dramma rurale” dove nessuno dei personaggi è un vincitore ma tutti sono sconfitti: Lorna muore, Jim rimarrà solo e Luther dovrà fare i conti con la sua misera condizione. La sinistra figura della morte che compare sulla collina in una delle ultime scene non è lì solo per falciare la vita di Lorna, ma anche per preannunciare un triste destino per gli altri protagonisti.

Scena imperdibile

Una delle ultime immagini dove vediamo la sinistra figura della morte stagliarsi sulla cima di una collina, presagio della morte di Lorna.

Lorna 6

Per ciò che riguarda gli aspetti meno seri e più triviali della pellicola, è impossibile non notare la soffice prosperosità di Lorna Maitland.

Lorna 3

Lorna 2

Citazioni

Sono una donna non sono un burattino

In definitiva

Un film interessante, non il classico alla Meyer, ma più pacato e con qualche spunto di riflessione. Merita una visione.

Valutazione

Regia 6
 Trama 5
Recitazione 4
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 5.4

 

 

 

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10 thoughts on “#146. Lorna (1964)

  1. Concordo in pieno anche con l’utilizzo della punteggiatura del tuo post 😉 Sono un fanatico di Russ Meyer, “Lorna” è un buonissimo film che dimostra il talento del regista, andando avanti nella sua fase pop(pe) ha fatto film sempre più fatti, riconoscibili e diciamolo, geniali, ma questo “Lorna” è un ottimo noir che ha nella pancia molte delle fissazioni del regista, e non solo l’occhio per le belle donne poppute, che non fanno mai male… Anzi! 😉 Cheers

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      1. Ottimo non vedo l’ora di leggerle, purtroppo mi mancano dei titoli del grande Russ che non sono riuscito a reperire, ma tutti i film che ho visto mi hanno fatto impazzire, e non solo per le poppe 😉 Cheers

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  2. Russ leggendo su un libro era stato un’operatore di guerra,il suo motto era “filmale,scopale e dimenticale” il suo correspettivo nostrano e Tinto Brass che quando faceva i provini buttava a posta una monetina per terra per vedere il grado di “disponibilità” dell’attrice!

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