#149. 616: Paranormal Incident (2013)


616 - Paranormal Incident

Per la serie The Real Trash, un film che fa del copia e incolla spudorato la sua forza: 616: Paranormal Incident.

616: Paranormal Incident, noto anche come Paranormal Incident 2 è un film del 2013 di David Chirchirillo che si firma con il presuntuoso pseudonimo Duke Hitchcock. Protagonisti del film sono Thomas Downey, specializzato in b-movies come”Dracula’s Curse” (2006) di Leigh Scott, “Paranormal Incident” (2011) di Matthew Bolton e “Sorority Party Massacre” (2012) di Chris W. Freeman e Justin Jones. Nel cast anche Eve Mauro, presente in “Zombie VS Strippers” (2012) di Alex Nicolaou, mentre il resto del cast è riproposto quasi per intero dai già citati “Sorority House Massacre” e “Paranormal Incident”.

Anno: USA 2013

Regia: David Chirchirillo (con lo pseudonimo di Duke Hitchcock)

Sceneggiatura: Ian Ascher, David Chirchirillo, Chris w. Freeman

Cast: Thomas Downey, Jennifer Ludwigsen, Rib Hills, Eve Mauro, Adrian Kirk, Josef Cannon, Trent Haaga, Louis Mandylor, Autumn Federici

Durata: 90 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Un gruppo di agenti dell’FBI è in missione nel vecchio carcere ormai dismessi di Woodburrow per recuperare alcuni documenti prima della sua demolizione. Nella prigione sono accaduti negli anni strani eventi e sparizioni e i governativi vogliono vederci chiaro. La squadra, viene dotata di speciali occhali muniti di telecamere per riprendere tutto con gli occhiali muniti di telecamenra in dotazione agli agenti e piazzano telecamentre nei corridoi. Improvvisamente trovano una donna priva di sensi nelle cucine e la rinchiudono per precauzione in una cella. La metamorfosi della donna e gli eventi paranormali che occorreranno agli agenti saranno l’inizio della fine.

Recensione & Commento (appassionato)

Da quando “Blair Witch Project” fece la sua fragorosa comparsa nel mondo dell’horror nel 1999, centinaia di registi o supposti tale, allettati anche dalla scarsità di mezzi con i quali si poteva confezionare una storia tutto sommato abbastanza terrorizzante, iniziarono ad appestare le sale con prodotti fatti con lo stampino, senza minimamente curarsi della qualità.

Per carità, alcuni epigoni possono ritenersi degni di nota, come REC” di Jaime Balaguerò, la cui saga ad ogni modo è andata ad impantanarsi nel corso degli anni, o “Paranormal Activity” di Oren Peli che nel 2007 ha ridato slancio ad un sottogenere che stava ormai perdendo un po’ colpi.

Sempre nel solco del mockumentary o found footage si inserisce “616: Paranormal Incident”, sorta di sequel non ufficiale di “Paranormal Incident” (2011) di Matthew Bolton che, come avrete ben capito sfutta un titolo di assoluto richiamo per cercare di racimolare spettatori in sala, confidando nel fatto che con poche migliaia di dollari, due-tre telecamere di cacca che riprendono 4 cretini si possano fare i miliardi percè tanto “se ce l’hanno fatta quegli altri perché non possiamo noi”.

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Se fosse così basterebbe che tutti facessimo un bel copia-incolla de “L’Esorcista” e saremmo tutti miliardari, con buona pace di William Friedkin che si sbattè non poco nel 1973 per realizzarlo: ovviamente le cose non sono così semplici e 616 è una robetta che può andare bene per essere venduta nel reparto DVD a 1€ (o 1$, fate voi).

Conscio che avrei assistito ad una scopiazzatura di altri film mi sono dedicato alla visione di 616 devo ammetterlo, un po’ prevenuto, ma comunque speranzoso di vedere qualcosa di decente: in fondo io ho un debole per i film stile found footage che mi fanno parecchio ca**re addosso, così come ho una destabilizzante fobia per gli occhi bianchi che sapevo sarebbero abbondati nella pellicola (ancora grazie alla Pubblicità Progresso “La droga ti spegne” maledetti schifosi mi avete fatto fare incubi dai 5 ai 15 anni e ancora adesso non riesco a vedere un film dove inquadrano in primissimo piano un occhio, grazie tante…).

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Pronti via e vediamo, anzi ascoltiamo, un tipo che per come parla l’ingrese potrebbe venire dal Pakistan (pure io mi sono accorto dei suoi orrori grammaticali) mentre è intendo a riprendere una gnoccolona inverosimile mentre la conduce in una prigione abbandonata probabilmente per girare un porno (sì, lei ha molto dell’attrice porno). Mi sono detto: sarà una presa per il culo dei vari Paranorlam questo e quello apparsi negli anni? E con questa domanda mi sono messo comodo per vedere cosa mi riservava il seguito.

Dopo i primi dieci, snervanti minuti che sembrano 50, passati a mostrare il funzionamente dei mirabolanti occhiali con telecamere (a proposito sono solamente dei cazzo di occhiali con una tele camerina, non hai scoperto il teletrasporto!!!) i nostri 5+1 eroi/eroine vengono sbattuti nella sopracitata prigione, per indagare su non si sa cosa e senza saperne il motivo.

La crew è la più classica delle classiche: manca solo un cinese e gli stereotipi ci sono tutti: c’è quello machi palestrato perennemente allupato, sempre a parlare di passera e che probabilmente la trombata migliore che ha fatto è stata con la sua mano destra, il nero con una cadenza e uno slang così ciancicati e irritanti che si viene presi dal desiderio di farlo saltare in aria dopo 4 secondi, due ragazze, ovviamente fighette, una capo senza un minimo di spessore e una tipa che pare una Dana Scully di X-Files che cerca di nascondere la propria burrosità un una gona  a vita aòlta che fallisce miseramente il suo proposito. Tutti cooridnati da uno scoppiato dipendente da Red Bull che li osserva dalla camionetta fuori dal carcere.

Se i primi minuti all’interno del carcere, con le sue classiche atmosfere buie, i sospiri, le telecamere sgranate e i passi a rallentatore poteva anche far ben sperare (almeno per uno come me abbastanza suscettibile a quest genere di cose), quando finalmente iniziano a saltare fuori le cose paranormali tutto va allegramente a puttane.

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Allora partiamo dal presupposto che se vuoi fare un film in stile found footage ti servono :

  • Attori che non devono sembrare attori e che non deve sembrare stiano recitando
  • Poche telecamere e dalla risoluzione non 4K per simulare l’effetto footage
  • Personaggi il più “comune” possibile

Per ciò che riguarda il primo punto, se non c’è dubbio che gli interpreti non siano attori o meglio non c’è dubbio che siano attori scarsi, per un delirio di ipercompensazione rendono stucchevole e finto tutto il minestrone, quando sarebbe bastato continuare a “recitare” come sapevano fare, cioè male, affinchè tutto fosse stato meglio.

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Al secondo punto il presuntuosissimo regista, la cui presunzione tocca vette mai raggiunte con il suo pseudonimo Duke Hitchcock, con il quale uccide miseramente due miei miti, Alfred Hitchcock e Duke Nukem, si lascia prendere la mano e oltre alle telecamere dei protagonisti (che dovrebbero essere 6), alla manciata di telecamere che i protagonisti installanonell’edificio (più o meno altrettante) e alle poche telecamere a circuito chiuso della prigione (che non dovrebbero essere in funzione, visto che è abbandonata da millemila anni) infila una altro centinaio di telecamente che risprendo l’azione nel modo più fotogenico possibile, tirando un colpo al cuore del genere.

Da ultimo dicevamo che per fare una cosa che deve sembrare amatoriale, devi avere personaggi che siano il più comuni possibile. Invece ci viene propinato il classico idiota sboccato con canotta nera che lui “mica porto la divisa come fanno tutti io sono un duro e delle regole me ne fotto”, il già citato insopportabile nero di turno che sfortunatamente non muore per primo e due tipette niente male che non sarebbero entrate nell’FBI neanche se l’avessero inventato loro, sempre gnocche e con una divisa super aderente che pare pronta per essere strappata a morsi. Insomma guardate qui, non vi pare l’inizio di un porno?

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Le morti son tutte scariche e senza gore, prevedibili e per nulla paurose e dovrebbero essere una sorta di materializzazione delle paure delle vittime: quindi capiamo (ma solo in punto di morte, visto che i personaggi non sono caratterizzati per nulla) che Decker dovrebbe aver paura dei bambini sbudellati,

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Pope di essere impiccato da un manipolo di neri incappucciati (ma come un nero che ha paura dell’uomo nero???),

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Freeman di fare una cosa a 4 con tre strappone (il che spiegherebbe la sua snervante ossessione per la passera come una forma di ipercompensazione),

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Pepper di essere chiusa in una bara da qualche fanatico religioso (???), eccetera.

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L’incapacità ovviamente affligge anche altre parti della sceneggiatura secondo la quale la donna trovata in posizione fetale nelle cucine della ex-prigione, che dovrebbe essere satana o giù di lì, nella sua immensa forza si fa bloccare da due sbarre del cavolo e da quattro ghirigori fatti col sale davanti alla porta della cella. Ma stiamo scherzando? Se io fossi stato il diavolo mi sarei pippato il sale e avrei strangolato immediatamente tutti.

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E poi come fai a sapere a priori che quella lì è il diavolo? E cosa fai, viaggi con una scatola di sale fino in borsa da poter spargere in terra in caso dovessi incontrare dei demoni? E soprattutto da quando il diavolo lo fermi col sale?

Scena imperdibile

Mah, questo film è fatto così con i piedi che la scena migliore quasi quasi è quella che ci mostra la patonza iniziale mezza nuda. Eccovi spiegato perchè

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Oltre a questo potrei forse salvare la morte di Emma inseguito da un tossico in sedia a rotelle, ma nulla di più.

Citazioni

Mi affido a voi

In definitiva

Guardabile per i maniaci del genere e a malapena passabile per chi è colto da strizza per film di questo tipo. Per gli altri stare alla larga.

Valutazione

Regia 4
 Trama 3
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 3
Voto complessivo 3.2
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6 thoughts on “#149. 616: Paranormal Incident (2013)

  1. Oh mio Dio (dato l’argomento ci sta tutto!)
    Qui servirebbe un esorcismo… ma sul regista! Le “divise” dell’FBI sono geniali e noto che la qualità delle riprese è più casalinga che mai: ma cos’aveva, un faro portuale puntato sugli attori? Possibile non ci fosse un direttore della fotografia sul set per avvertire di una “leggera” sovraesposizione? 😀
    Titolo meravigliosamente escrementizio, perfetto in questo momento in cui mi sto crogiolando negli esorcismi di celluloide 😉

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    1. Macchè direttore della fotografia, qui ci saranno state si e no 3 persone a dirigere la baracca e di sicuro tra di loro non c’era uno sceneggiatore, nè un regista, nè un direttore della fotografia…Se ti stai per dare agli esorcismi immagini che avrai una valanga di lavoro da fare!

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      1. Per ora ho preso di mira un filone molto piccolo (ma succulento) però mi ha intrigato così tanto che potrei allargare il giro… pur dandomi dei limiti. Già sono infognato con WIP e Tarzan che sono generi infiniti 😛

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  2. Siamo sicuri che non volessero davvero girare un porno poi riconvertito in corsa a film Horror? 😉 Per il resto solidarietà piena “La droga ti spegne” ha creato tutta una serie di traumi alle persone spaventandole di ogni tipo di cosa, ma non credo abbia mai convinto nemmeno una persona a non drogarsi 😉 Cheers!

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