#153. Nella Terra dei Cannibali (2003)


Nella Terra dei Cannibali

Per la rubrica The Real Trash oggi propongo un altro dei filmoni filippini di Bruno Mattei, “Nella Terra dei Cannibali” che può rivaleggiare in quanto a trashosità colo con altri film di Mattei.

Nella Terra dei Cannibali è un film del 2003 di Bruno Mattei sotto lo pseudonimo di Martin Miller. Vede come protagonisti attori senza esperienza che ritroveremo nel coevo “Mondo Cannibale”.

Anno: ITA 2003

Regia: Bruno Mattei (come Martin Miller)

Sceneggiatura: Bruno Mattei, Giovanni Paolucci

Cast: Claudio Morales, Lou Randall, Cindy Jelic Matic, Ydalia Suarez, Silvio Jimenez, Santi Larrauri, Kenny Krall

Durata: 93 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Un commando si soldati viene incaricato dal governo brasiliano di recuperare un gruppo dato per disperso nella foresta amazzonica nel quale è presente anche la figlia di un senatore. Il tenente Wilson e il suo commando, aiutati dalla guida Romero e da un indio, si calano nella foresta che pullula di tribù selvagge e dedite al cannibalismo. Tutti gli indizi portano a ritenere che i dispersi siano stati selvaggiamente uccisi e mangiati ma i soldati non mollano e si mettono sulle tracce di Sara, la figlia del senatore che sembra sia ancora viva e prigioniera di una delle tribù della zona.

Recensione & Commento (appassionato)

Il genere horror, negli anni ’70 assistette alla fortuna del filone cannibal, iniziato nel 1972 con “Il Paese del Sesso Selvaggio” di Umberto Lenzi e proseguito con il maestro Ruggero Deodato autore di “Ultimo Mondo Cannibale” (1977) e del contestatissimo masterpiece del sottogenere, “Cannibal Holocaust” (1980) uno dei film più crudi mai realizzati.

Il cannibalico fu uno dei generi più in voga del decennio assieme al demoniaco, grazie alla fortuna de “L’Esorcista” (1973) di William Friedkin, ma si spense molto rapidamente nei primissimi anni ’80 tanto che l’ultimo vero film del genere può essere considerato “Cannibal Ferox” (1981) di Umberto Lenzi, con il quale il regista chiude un ciclo decennale che proprio lui aveva iniziato.

Il buon Brunone Mattei, forse per un attacco di nostalgia, per scarsità di idee o forse perché non aveva di meglio da fare, decide che il nuovo millennio debba in qualche modo veder rinascere il genere cannibal, quindi si arma di quattro persone raccattate tra i tronisti di Maria de Filippi e i sobborghi di un qualunque stato sudamericano e se ne va nelle Filippine, facendoci però credere di essere in Brasile e inizia a girare un film fatto per gettare fango su un genere di cui nessuno si ricordava e del quale dopo la visione di questo direct-to-video nessuno avrà più voglia di ricordarsi.

Nella Terra dei Cannibali

Non contento, Mattei girò in contemporanea un altro cannibal, “Mondo Cannibale” brutto tanto quanto questo e, cosa ancor più raccapricciante, fatto con le scene scartate da “Nella Terra dei Cannibali”. Ho detto tutto. Anzi no, ciliegina sulla torta: nel 2003 diresse anche “Snuff Killer – La Morte in Diretta”.

La serietà di questa pellicola traspare già dai titoli: infatti, nonostante il film sia stato distribuito cone “Nella Terra dei Cannibali”, “Land of Death” e “Cannibal vs. Commando” (che fa molto coin-op arcade da bar degli anni ‘80) vediamo a schermo il titolo “Nella Terra della Morte”, ovviamente realizzato con una WordArt rubata da Microsoft Office ’98.

Passando oltre i titoli di testa, per sintetizzare quanto sia indimenticabile “Nella Terra dei Cannibali”, ci tengo a citare una frase del George Takei in versione filippina, che ammonisce il Tenente Wilson che

In Amazzonia con la sua carta bianca […] ci si può pulire solo il culo

Questa è la frase più densa di significato dell’intera opera e la carta bianca cui il simpatico sdentato fa riferimento potrebbe rappresentare la sceneggiatura del film: in questo caso la trama e gli eventi narrati assumono perfettamente senso.

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Il cast scelto per questa porcata è stra-strandardizzato da decenni di visione di film d’azione: abbiamo un tenente pompato che dovrebbe essere tutto muscoli e risolutezza, due sottoposti sfigati e poi, giusto per rendere merito alle pari opportunità, un bel mix di sesso e razza con il sergente nero e la pseudo-guerrafondaia latina.

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***ATTENZIONE SPOILER*** Ancor più stra-standardizzata è la sequenza con la quale i vari personaggi moriranno nel corso del film: se si esclude il soldato Smith (nome più banale no, eh?) il primo a lasciarci le penne è ovviamente il nero (beh questo non è proprio uno spoiler, è la norma…), quindi l’indio, poi la scassa balle sudamericana. In questo modo abbiamo fatto fuori tutte le possibili minacce al potere dell’uomo bianco occidentale: via i neri, via gli indios e poi doppio colpo che spazza via in un colpo solo donne e latino-americani.

Finalmente restano sul campo solo uomini bianchi e ovviamente la tipa da salvare: lei si salverà, anche se non ci viene dato modo di sapere come faccia a sapere dove sia atterrato l’elicottero e come ci sia salita; in una scena vediamo Sara farsi largo nella foresta e l’inquadratura successiva la vediamo con sguardo triste e pensieroso su uno sfondo che nelle intenzioni i Mattei dovrebbe essere l’interno di un elicottero.

Facciamo finta di crederci.

Nulla si sa invece della fine che fanno Wilson e Romero: sappiamo solo che il primo ha un numero dispari di braccia e il secondo è circondato da n-mila amazzoni ma che può contare su un numero illimitato di munizioni. ***FINE DELLO SPOILER***

Riguardo ai personaggi, colpiti tutti da demenza e scelti per la missioni probabilmente scartabellando negli archivi dei congedati con disonore e scegliendo solo i più coglioni tra di essi, una menzione speciale va al Tenente Wilson.

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Costui, che dovrebbe essere il capo che dirige tutte le operazione è probabilmente il personaggio più incompetente e meno autoritario della storia del cinema: prende ordini da tutti, si fa pisciare in testa pure dai soldati, ha il vomito facile e quando, interpellato da Romero che gli chiede quante missioni abbia svolto in carriera cita il suo curriculum fa venire voglia di abbracciarlo e consolarlo tanto è sfigato:

38 missioni con le simulate. Quelle reali sono 2…con questa.

Al che tutti, ma TUTTI gli ridono dietro, sottoposti compresi, indios compresi. Anche i tipi nella foresta amazzonica, anche se non inquadrati, probabilmente si sono fatti grasse risate.

Il film procede stancamente attraverso scene di marcia forzata nella ostilissima giungla, così ostile che un giardino pubblico a confronto sembra il Borneo, opinabili dialoghi, sguardi guerreschi della insopportabile Vasquez con il suo insopportabile accento spagnoleggiante e scene di finti cadaveri scuoiati appesi al sole ad asciugare.

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Ovviamente non si percepisce mai un filo di tensione né un briciolo di gore e l’unica scena cruda è ahimè, quella dello sventramento di un povero porcellino selvatico, che ho modo di ritenere sia reale. Visto com’è uscito da schifo il film avrebbero meritato altri questo trattamento.

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Tra un cliché e l’altro, saccheggiati dai film d’azione come il commando che si muove nella foresta facendo segnali con le mani per non far rumore (ma poi gli stessi soldati si lasciano andare ad urla, risate e fanno più casino di un elefante gettato in una piscina riempita di sacchi di patatine) o rubati direttamente da altri film cannibalici come l’idea “geniale” di dar fuoco all’accampamento degli indigeni visto in “Cannibal Holocaust” (e anche in quel film i protagonisti non se la sono passata benissimo…), i nostri prodi eroi scoprono che Sara, la patata figlia del senatore di chissadove (che ovviamente deve essere una patata, mai visto un film in cui quella da salvare sia un cesso buzzone con tre denti?) è stata rapita dagli indios e da loro ritenuta una dea del sesso (mica scemi…), quindi spogliata dei suoi abiti (mica scemi 2.0…), un’idea che fa molto “Zombi Holocaust” (1979) di Mariano Girolami.

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Insomma il solito film di Mattei, che ha amato il suo pubblico così tanto da lasciarci come testamento alcuni dei film più inutili mai girati.

Scena imperdibile

I titoli di coda

Citazioni

Questa birra sa di piscio

Smettila brutta troia va a farti fottere il culo

In definitiva

Per i veri aficionados di Bruno Mattei questo film è un’imperdibile perla nella collana delle suo opere. Per coloro che invece si aspettano di vedere un film, consiglierei anzi la seconda serata di 7 Gold.

Valutazione

Regia 2
 Trama 1
Recitazione 1
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 1.2
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13 thoughts on “#153. Nella Terra dei Cannibali (2003)

  1. Ti prego, dimmi che c’è un errore, dimmi che hai scritto male: intendevi 1983, vero? Perché il pensiero che nel 2003 Mattei lo facciano ancora girare a piede libero mi destabilizza!
    Se non altro mi rassicura il fatto che non si limita a rubare come sempre da Predator (la scena degli scheletri sanguinolenti appesi) ma anche da Aliens (38 simulate 2 reali compresa questa) e da Totò (le ricordo che io ho carta bianca…)
    Possibile che nessun amazzone si è rapito Bruno durante le riprese? 😀

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    1. Sì, hai letto bene e no, nessuno se l’è rapito. Anche perchè di amazzoni nelle Filippine in teoria non ce ne sono 😉 ma si sa che il buon brunone amava fare il copia e incolla ancor prima che Windows lo rendesse mainstream…

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      1. Non mi piace Mattei e ho visto i suoi film disordinatamente, ma è bastato lo stesso a notare una propensione per l’alieno della Fox. In “Trappola diabolica” (1988) ricrea identica la scena dello scorpione di “Predator” (1987), mentre ancora il film di Schwarzy è in sala: di sicuro voleva fosse chiara la citazione. Invece con il suo “RoboWar” (1988) ricrea direttamente tutto il film!
        https://ilzinefilo.wordpress.com/2016/02/18/robowar-1988-italian-predator/

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      2. Ma infatti Mattei non piace a nessuno, o meglio se piace è per le cose sconclusionate che fa 🙂
        P.S. che non c’entra nulla, ma sbaglio o tu gestivi anche un blog sugli pseudobiblia nei film? O mi sbaglio…

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      3. Pensa un po’ che io sono curioso si me stesso! Sono curioso di vedere cosa succede quando pubblicherò l’articolo. Infatti pur avendolo programmato per farlo uscire in futuro penso che lo anticiperò alla settimana prossima, non resisto…

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  2. Quando ho letto delle 38 simulate ho detto “Ma anche Aliens ha depredato?” 😉 L’idea di far morire per primo il soldato (nero) di nome Smith è degna della morte di “Smitty” in “Austin Powers” 😉 Cheers!

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