#160. Paranormal Activity (2007)


Paranormal Activity

Paranormal Activity è un film del 2007 di Oren Peli. I protagonisti, sconosciuti all’epoca, sono Katie Featherston e Michael Sloat che riappariranno inseiem anche in “Paranormal Activity 2” (2010) di Tod Williams, “Paranormal Activity 4” (2012) di Ariel Schulman e Henry Joost e “Il Segnato” (2014) di Christopher B. Landon.

Anno: USA 2007

Regia: Oren Peli

Soggetto: Oren Peli

Sceneggiatura: Oren Peli

Cast: Katie Featherston, Michael Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer

Durata: 85 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Katie e Micah si sono da poco trasferiti nella nuova casa dopo alcuni eventi paranormali occorsi alla ragazza. Proprio lei racconta che dall’età di 8 anni è come perseguitata da una “entità” che si manifesta di notte, spaventandola e respirandole addosso. Per documentare tutto, Micah viaggia costantemente con una telecamera che lascia accesa anche di notte per verificare cosa succede. Notte dopo notte la “presenza” si fa sentire in modo sempre più evidente fin quando “costringe” Katie a fare la sonnambula, esperienza che la ragazza giurerà di non ricordare per nulla. Da lì in avanti le notti saranno sempre più terrorizzanti.

Recensione & Commento (appassionato)

È una gran boiata, una scemenza pazzesca che non fa nemmeno paura. È stato solo un fenomeno pubblicitario.

Quando ho scoperto che queste sono state le parole profferite dall’uomo con i capelli più appiccicati con la colla di sempre, Dario Argento, mi sono finalmente convinto a guardare Paranormal Activity, per il quale, confesso, ho sempre nutrito un po’ di scetticismo.

Che lo si ami o lo si odi è innegabile che il film segna il più grosso cambio di passo nell’horror dai tempi di “Blair Witch Project” dal quale ha recepito la filosofia del found footage e del no budget sfornando un prodotto che a conti fatti si è rivelato essere un successo galattico: a fronte di 15mila dollari spesi per la realizzazione, l’incasso mondiale si è attestato a poco meno di 200 milioni di dollari.

Oren Peli intelligentemente col poco che ha, fa una gran cosa: creare atmosfere e spaventare…con il NULLA. Esattamente. In tutto il film, nonostante lo spettatore abituato ai facili spaventarelli da salto sulla sedia, si aspetta di vedere demoni, facce sataniche, bambine o quant’altro, non si vede niente.

Paranormal Activity 3

È tutto giocato sulla tensione e sull’aspettarsi qualcosa che non accade. A tal proposito gioca a favore del tregista una lunghissima tradizione di pessimi horror fatti col copia e incolla nei quali si capisce con cinque minuti di anticipo quando uscirà il volto pauroso, quando ci sarà la musica inquietante e quando qualcuno si manifesterà all’improvviso. Peli sa (probabilmente) che lo spettatore si aspetta tutto questo ma non mostrando nulla non fa altro che aumentare la tensione, perché si pensa sempre che possa essere la volta buona per vedere qualcosa. Ma nulla.

Paranormal Activity 8

In tutto il film solo una volta si vede qualcosa di effettivamente più spaventoso ed è il volto terrorizzante della protagonista nell’ultimissimo fotogramma. Nulla più.

Peli gioca benissimo con la telecamera a mano, non mette colonna sonora perché giustamente se si vuol fare un film in stile found footage che deve essere il più reale possibile, la musica non ci va e nonostante il film duri meno di un’ota e mezza, la durata percepita sembra molto di più. E questo non è un demerito ma per una volta un punto a favore perché significa che la tensione percepita è massima.

Paranormal Activity

Si può dire quindi che “Paranormal Activity” non ha nulla di nuovo ma il suo più grande pregio è riuscire a spaventare con cose già straviste e senza mostrare nulla. E la cosa non è facile.

L’unica sfortuna è che, come per ogni film di successo che si rispetti, il cinema si è presto adeguato e le sale sono state infestate da sequel,  remake, scopiazzature e altre cavolate simili. Proprio a proposito di sequel, ad oggi, 2016, se ne contano ben 5, più i mockbuster della Asylum della serie “Paranormal Entity”.

Poche cose sono imputabili al regista tra le quali  una parte iniziale troppo lenta, soprattutto nell’estenuante fase dell’incontro con il sensitivo, mentre invece Peli cattura alla grande lo spettatore con la storia della foto bruciata trovata in soffitta e con l’espediente della foto graffiata, due eventi che, pur non spiegando in effetti nulla, gettano dubbi sulla natura della “entità”.

Paranormal Activity 10

***ATTENZIONE SPOILER*** “Entità” che, per come potremmo intuire dal finale è una sorta di tuttuno con Katie avendo la capacità di impossessarsi di lei come lo aveva fatto con la donna della quale Micah legge su internet.

Il caro vecchio espediente del “demone scomparso” nel finale non è nulla di nuovo ma lascia la porta aperta a molte possibili interpretazioni ***FINE SPOILER***

Colgo quindi l’occasione per rispondere a Dario Argento che nel 2010 quando ha espresso il suo parere su Paranormal Activity, era reduce dalla fantastica prestazione de “Il Cartaio” (2004), una delle cagate più grandi mai realizzate che pur essendo costato 3mila lire è riuscito ad andare in perdita, del mirabolante risultato di “La Terza Madre” (2007) che, cito Wikipedia, si è piazzato all’82° posto tra gli incassi della stagione 2007-2008 (forse in Italia 82 film non sono neanche passati nei cinema…) e dello strepitoso esito di “Giallo”, talmente ben riuscito che si è pure beccato una denuncia dall’attore Adrien Brody. E non era ancora stato distribuito Dracula 3D” (2012), costato 7 milioni di euro e che ha incassato in totale mezzo milione (per la cronaca “Troppo Belli” ha incassato 700mila euro).

Ecco dati questi presupposti mi sento dal cuore di affermare:

Caro Dario Argento,
Fai dei film di merda che fanno cagare i bambini di due anni. Riesci a farti dare due lire solo perchè hai fatto tre-quattro film belli 40 ANNI FA e non sei più in grado di fare nulla.
Fammi un favore.
Ritirati e non farti più vedere.

Scena imperdibile

Il film è una continua altalena di tensione e ogni scena notturna merita di essere vista con attenzione anche se è difficile tenere gli occhi fissi sullo schermo.

Citazioni

Lo sento. Lo sento respirare su di me.

In definitiva

Un film che merita di essere visto. Fa abbastanza strizza anche visto al computer, quindi non oso immaginare come sia visto al cinema. (S)fortunatamente quando i miei amici sono andati a vederlo io non c’ero ma mi hanno assicurato che è stata un’esperienza abbastanza traumatica…

Valutazione

Regia 7
 Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.0
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8 thoughts on “#160. Paranormal Activity (2007)

  1. Malgrado tutti i cori di protesta, continuo a considerare molto ispirato questo primo film, che davvero ha scritto una pagina del cinema horror. Di solito i film cercano di creare una situazione “paurosa”, invece questo sfrutta una situazione già esistente: l’innata paura di ciò che si nasconde dietro l’angolo unita all’aspettativa inevitabile davanti ad un film horror. Il regista ti mostra i protagonisti che dormono per minuti infiniti, e tu sei teso perché ti aspetti “qualcosa”: che arrivi o meno non importa, perché il film ti ha fatto stare in tensione: cosa che non accade mai con un horror medio, che ti di solito ti fa semplicemente allibire per le stupide trovate che dovrebbero metterti paura.
    A me è piaciuto e non nego che mi ha messo strizza, perché un lenzuolo che si scansa da solo mentre dormi fa paura solo se lo sai… e vederlo il giorno dopo in video ti mette addosso una fifa pregressa che è pure peggio: sarà pure un film furbo, ma visto che gli altri sono semplicemente stupidi… vince su tutto!

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    1. Hai ragione, infatti questo è uno dei 4-5 film horror che sono riusciti ad innovare un minimo il genere e creare tensione, per giunta con pochi mezzi. E’ uno dei pochissimi film low low low budget ad aver fatto un bel lavoro e di questo va dato merito al buon Oren Peli…

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  2. Non succede nulla vero, ma Peli sa tenerti sulla corda lo stesso, il successo del primo film è stato sicuramente pompato per fare soldi, ma anche meritato. Oren Peli ha dimostrato di non avere altro da dire dopo questo film, e come sempre, con questo tipo di pellicole il problema sono gli emuli che cercano di seguirne le orme, diciamolo chiaramente un “Paranormal actiity” può essere anche una visione divertente, una volta, ma se vedi venticinque film tutti uguali, è normale che poi ti stufi 😉 Cheers!

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  3. Dopo aver visto il film sono andata a fare delle ricerche su Wikipedia e pure io ho trovato la citazione di Dario Argento. Effettivamente mi ha parecchio schioccata, dato che l’ho sempre amato come regista.
    Il film mi è piaciuto, non che mi abbia spaventata a morte, ma rispetto a guardare i soliti splatter preferisco guardare questo genere.

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