#162. ESP – Fenomeni Paranormali (2010)


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ESP – Fenomeni Paranormali, conosciuto anche con il titolo originale di Grave Encounters, è un film del 2010 dei Vicious Brothers. Protagonisti sono Sean Rigerson, apparso anche nel seguito “ESP2” (2012) di John Poliquin e Juan Riedinger, apparso anche in “Black Christmas – Natale Rosso Sangue” (2006) di Glen Morgan e in “Jennifer’s Body” (2009) di Karyn Kusama.

Anno: USA 2010

Regia: The Vicious Brothers

Sceneggiatura: The Vicious Brothers

Cast: Sean Rogerson, Ashleigh Gryzko, Juan Riedinger, Mackenzie Gray, Merwin Mondesir, Arthur Corber, Michele Cummins, Ben Wilkinson

Durata: 92 minuti

101 Parole di trama (no sploiler)

La troupe televisiva di un programma dedicato a storie di fantasmi si reca in un ex ospedale psichiatrico dove si dice che di notte alcuni spiriti dei pazienti continuino a vagare senza sosta. Per nulla convinto della veridicità della storia, ma deciso a fare audience, il gruppo si fa chiudere all’interno della struttura dal custode notturno per riprendere tutto ciò che accade. Ma il loro scetticismo inizia a vacillare quando cominciano ad accorgersi che nessuno tornerà a liberarli e che, mentre lo spazio e il tempo comincino a comportarsi in modo inquietante, sembra che gli spiriti inizio a manifestarsi per davvero…

Recensione & Commento (appassionato)

Ci risiamo, un altro film fatto in stile mockumentary, un altro found footage. L’immarcescibile desiderio dei produttori di spendere il meno possibile per massimizzare i guadagni e dei registi di poter fare un film spendendo dieci lire, magari girandolo (se non con li amici di sempre) con attori dalle dubbie doti recitative sembrano aver definitivamente trovato il punto di congiunzione in questo sottogenere: ne consegue che da una quindicina di anni l’horror, soprattutto quando è un prodotto direct-to-video, è declinato sempre più spesso in questa forma e pare non ci possa essere una via d’uscita in un futuro prossimo, con sommo gaudio di compagnie tipo Asylum o similari che hanno fatto della cacca a due lire la loro raison d’être.

Per questo Colin Minihan e Stuart Ortiz sotto lo pseudonimo di Vicious Brothers, decidono di scrivere una sceneggiatura e dirigerla, sull’onda del successo di (e scopiazzando abbondamentemente da) “Paranormal Activity” (2010) di Oren Peli e “REC” (2017) di Jaime Balaguerò; infatti se la prima parte ricorda molto le atmosfere peliane, la seconda con le anime dei pazienti dell’ospedale dalle facce deformate, è più simile al film spagnolo.

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Nonostante la trama sia più trita e ritrita del prezzemolo che uso per fare la salsa verde, il film vive su una buona tensione data soprattutto dall’ambientazione cupa e deserta dell’ospedale psichiatrico dove si muovono i sei protagonisti. Infatti la prima “apparizione” arriva molto avanti nel film che, fino a quel momento, bastava tutta la tesione su inquadratute buie e sussurri appena accennati.

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Tuttavia sono troppo stanco di vedere film fatti con lo stampino ed ESP non innova praticamente su nulla. L’unica piccola differenza rispetto ad altre pellicole simili è il montaggio. Siamo sempre in presenza di un found footage, ma cavalcando la “scusa” delle immagini girate per un programma TV, vediamo un abbozzo di montaggio che non si ritrova in altri film simili.

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Questa idea è però una lama a doppio taglio perché presuppone che ciò che vediamo sullo schermo non è la diretta esperienza dei ragazzi ma solamente un riassunto di ciò che è successo loro riadattato da una mano esterna. Buono dal punto di vista dell’eliminazione dei momenti morti tipici del mockumentary ma una grossa pecca per ciò che concerne il (finto) realismo che si presuppone essere alla base di questo sottogenere.

Perlomeno con ESP tutti gli amanti dei programmi tipo “Cacciatori di Fantasmi” o boiate simili sin convinceranno che quei programmi non sono altro che sonori rutti e non c’è nulla di paranormale nelle location visitate di volta in volta.

I Vicious Brothers buttano lì senza molto senso alcune tematiche rifiutandosi si svilupparle meglio. Ad esempio vediamo l’ospedale “cambiare” scena dopo scena con corridoi che appaiono dove non dovrebbero esserci e passaggi bloccati da muri senza che lo spettatore possa intuirne il moltivo e viene inoltre lanciato nel mucchio il topos della location “fuori dal tempo” dove gli orologi impazziscono e dove l’alba non arriva mai. Ad un certo punto del film avevo ipotizzato che le anime che tutti sentivano ansimare potesssero essere di coloro i quali, come loro, erano entrati nella clinica rimanendo intrappolati in quella sorta di buco nero temporale: probabilmente la trama avrebbe potuto essere più articolate e originale. Invece no. Il tema dello squilibrio temporale è buttato lì per allungare il brodo e pèoi dimenticato e c’entra come i cavoli a merenda. Mi aspettavo qualcosa di ingegnoso ma nulla, nient’altro che aspettative tradite, la storia è molto più banale e prevedibile.

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Soprattutto il finale. Il finale del film è orrendo. ci riserva un’altra delle (classiche) facce deformi e poi il nostro caro protagonista finalmente lobotomizzato e al livello cerebrale medio dello spettatore che è arrivato fino alla fine della visione del film che si era aperto con alcune generose speranze.

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Incredibilmente le scene di apparizione di spiriti dai volti ritoccati artificialmente per sembrare più demoniaci non sono le parti più spaventarelle del film, come io avevo immaginato soprattutto per quanto ventilato dai trailers e dalle gif su internet; forse perché sanno molto di già visto? O forse perché non sono state fatte al meglio e sono troppo telefonate. Chissà.

Scena imperdibile

La scena per il quale il film è famoso e che io come un pollo credevo fosse alla base della trama: lo spirito della paziente che si trova inspiegabilmente in una stanza, faccia al muro e quando si gira…

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Incredibilmente alcune idee del film sono state esportate altrove, come la scena delle mani che escono dal muro ripresa in uno dei corti presenti in “V/H/S” (2012).

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Citazioni

T.C., tu vai di là noi andiamo di qua…
Perché dovremmo farlo, questa è una pessima idea, ma perché dobbiamo dividerci?

Forse c’è stata un’anomalia elettrica che ha spostato in avanti i nostri orologi…
Anomalia elettrica? Tu sei un ritardato!

In definitiva

Ma sì dai lo si può guardare però uffa, sempre la stessa roba per di più con una trama senza senso. Forse anche la mia morosa non riuscirebbe più a spaventarsi ormai…

Valutazione

Regia 6
 Trama 3
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 5
Voto complessivo 4.8

 

 

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6 thoughts on “#162. ESP – Fenomeni Paranormali (2010)

  1. Ohh sei tornato con il botto! ^_^ un bel found footage e ripartiamo alla grande, pronti ad affrontare l’autunno.
    Anch’io del film ricordo solo la tipa che storce la bocca. Domanda: perché i manicomi mettono paura a priori? Se un paziente è matto non è automaticamente un serial killer posseduto dal demonio… o sì? 😛

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    1. Stando ad una lunghissima tradizione cinematografica sì, in manicomio sono tutti killer che tornano per vendicarsi su persone a caso. Così come ogni volta che vai in un cimitero c’è uno zombi che vuole uccidere proprio te…

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