#164. Sleepaway Camp (1983)


Sleepaway Camp

Flash review (potrebbe contenere spoiler): Un(a) shemale fa una strage

Sleepaway Camp è un film del 1983 di Robert Hiltzik. Ricordato soprattutto per il suo scioccante finale, vede come protagonisti Felicia Rose che reciterà nel sequel del 2008 “Return to Sleepaway Camp” dello stesso regista e in “Zombiegeddon” (2003) di Chris Watson e Jonathan Tierstone anch’egli nel sequel del 2008 del film.

Anno: USA 1983

Regia: Robert Hiltzik

Sceneggiatura: Robert Hiltzik

Cast: Felissa Rose, Jonathan Tierston, Karen Fields, Christopher Collet, Mike Kellin, Katerine Kamhi, Desiree Gould

Durata: 84 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Nell’estate del 1975 John Baker e i figli Angela e Peter durante un’escursione in un lago hanno un incidente dal quale si salva solo Angela che viene adottata dalla zia Marta. Anni dopo, in piena adolescenza, Angela e il fratellastro Ricky vanno in campeggio estivo con la scuola e sono regolarmente presi di mira dai compagni. Iniziano alcuni episodi molto strani al campeggio e alcuni ragazzi perdono la vita, ma i respondabili del campo cercano di tenere la vicenda nascosta. Angela nel frattempo sembra molto schiva e rifiuta di concedersi ai ragazzi, anche quando sono gentili. Anche perchè nasconde un segreto terribile.

Recensione & Commento (appassionato)

Quanti slasher avete visto con la solita trama “assassino misterioso inizia a fare fuori tutti i protagonisti e poi BUM si scopre chi è e tutti ci rimangono a bocca aperta?”. Non serve che mi rispondete, la risposta è: un casino. Non ci possiamo quindi aspettare che nel 1983 un filmucolo girato con un budget da ridere e praticamente senza attori sei ci possa far strabuzzare gli occhi per qualche mirabolante invenzione stilistica.

Sleepaway Camp

Sleepaway Camp dura 84 minuti e se ne fosse durato 83 sarei qui a scrivere invettive contro regista attori e sceneggiatori. Però Sleepaway Camp dura 84 minuti, non 83 e quel minuto in più fa la differenza. Eccome.

Probabilmente è uno dei minuti più importanti nel cinema per il suo devastante potere di riabilitare completamente un film votato fino a poco prima alla noia e ad un fugace passaggio nelle sale per poi finire dritto dritto nel dimenticatoio dei b-movies low budget.

Sleepaway Camp 9

Il finale di Sleepaway Camp è una roba incredibile inaspettata, una roba che desta dal torpore e fa strabuzzare gli occhi, una cosa ardita che nessuno poteva prevdere. E’ come aprire l’armadio e trovarci dentro uno stoccafisso ad essiccare, come aprire il tubetto di maionese e spremendolo, vedere che esce una quadriga di cavalli al galoppo. Nulla fa presagire cosa può succedere in quell’ultimo folle minuto.

E’ un po’ un peccato che questa recensione si debba avviluppare quasi per intero solamente su una scena, ma ciò che ci sta prima è una cosa così semplice e scolastica che non varrebbe quasi la pena di vederla se non per il suo ruolo di traghettatrice dell’epico finale.

Solitamente se un film è il conato di vomito ma con un bel finale è raro che arrivi comunque alla sufficienza. “Bello il finale, ma quello che ci sta prima” direbbe qualcuno che ne capisce. Sleepaway Camp invece non segue questa regola.

Intendiamoci, non è che siamo in presenza di un pezzo da Oscar e da far rivedere nelle scuole, ma l’idea di chiudere il film in quella maniera è stata considerata da molti una delle trovate più scioccanti della storia dell’horror. E questo per un film che horror non è.

Io speravo che prima o poi l’insopportabilmente pedante donna che si vedeva ad inizio film in qualche modo sarebbe tornata alla ribalta. Ma minuto dopo minuto, vedendo l’amatorialità della pellicola iniziavo a temere che fosse una delle classiche scene riempitivo dei filmacci che sembra accendere una sottotrama e invece poi viene completamente dimenticata.

***ATTENZIONE SPOILERONI GIGANTI!!!***

Lo stacco con il flashback che ricollega finalmente con la storia dei due bambini di inizio film ci autoizza a pensare al peggio. Una donna che ospita il nipote ferito non solo nel fisico ma anche dalla morte del padre e la prima cosa che pensa è appioppargli un nome da bambina perché in casa c’è già un altro maschio è roba da psicopatici. Ma non abbiamo neanche il tempo di fare ipotesi sulla sua condizione che Hiltzik ci sbatte in faccia la faccia terrorizzante di Angela, in un ghigno assassino e malato a bocca spalancata, che emette grugniti da predatore selvatico che curiosamene ricorda per alcuni aspetti il volto che ha “Palla di Lardo” di “Full Metal Jacket” prima di uccidere il Sergente Hartman e suicidarsi: anche lui era stato costretto a continue umiliazioni con il risultato di fargli esplodere la rabbia in un raptus omicida.

Ma il volto di Angela è nulla rispetto a quello che si vede dopo: il volto sformato dalla foga assassina vediamo il suo corpo coperto di peli e con i genitali in bella vista. Angela non è la bambina che si era salvata nell’incidente al lago. L’unico superstite è proprio Peter che tra le mani della folle zia è diventato Angela.

Dopo anni di tranquillità con i primi segni dello sviluppo, dentro di lui/lei esplode una bomba ad orologeria e la sua sessualità repressa mista ai soprusi subiti per il suo carattere schivo e taciturno diventano un mix letale che portano agli omicidi al campo.

Negli anni tra i cultori del film si sono accesi alcuni dibattiti sulla reale natura degli assassini: alcuni infatti sostengono che non sia stata la sola Angela ad uccidere ma che anche xxx abbia contribuito. Ci sono infatti alcuni indizi che renderebbero plausibile l’ipotesi del duplice killer, ma questa è materia per “complottisti”.

***FINE SPOILERONI GIGANTI***

Se si analizza il film senza il finale, come già detto siamo in presenza di una trama abbastanza “scolastica” e prevedibile nella quale la recitazione è un’optional. Mentre i ragazzi protagonisti A VOLTE sembra quasi siano veri attori (quanto meno ci provano) la parte della zia psicopatica è recitata con tale finto trasporto da risultare stucchevole e irritante. Ah, c’è anche la versione anni ’80 di Lady Gaga…

Sleepaway Camp 6

…e un tipo che dire che ha un abbigliamente poco consono è fargli un complimento…

Sleepaway Camp 4

Gli effetti speciali, considerato il budget a disposizione, sono fin decenti e regalano il massimo sempre nella ipercitata scena finale quando ***ATTENZIONE SPOILER*** sul corpo, ovviamente maschile, nudo, peloso e col batacchi di fuori” viene installata una maschera di gomma con le sembianze estremamente realistiche di Angela. Questo ovviamente rende impossibile ogni smorfia facciale, ma l’effetto stupore/colpo di scena/terrore è ben superiore alla staticità dell’espressione. ***FINE SPOILER***

Sleepaway Camp 5

Scena imperdibile

Beh, immagino che abbiate già capito di quale scena si parla…

Sleepaway Camp 11

Citazioni

She’s a real carpenter’s dream: flat as a board and needs a screw!

I’ve always dreamed of a little girl just like you.

In definitiva

Un prodotto amatoriale, banale e senza acuti che non si salverebbe mai e poi mai senza il clamoroso colpo di scena finale che lo riabilita (quasi) in toto.

Valutazione

Regia 6
 Trama 6
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 5.8
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10 thoughts on “#164. Sleepaway Camp (1983)

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