#167. Cam2Cam (2015)


cam2cam

Se pensate ad una roba piccante che vede come protagoniste le terga della ragazza in copertina. SCORDATEVELO!

Cam2Cam è un film del 2014 di Joel Soisson. Protagoniste della storia sono Tammin Sursok, conosciuta per aver partecipato alla serie “Pretty Little Liars” e Sarah Bonrepaux.

Anno: USA 2015

Regia: Joel Soisson

Soggetto: Marie Gautier, Davy Sihali

Sceneggiatura: Joel Soisson

Cast: Tammin Sursok, Jade Tailor, Ludovic Coutaud, Vincent Van Ommen, Alessa Aichinger, Sarah Bonrepaux, Jenna Z. Wilson, Russell Geoffrey Banks

Durata: 91 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

 

Recensione & Commento (appassionato)

Il mio (fortunatamente) breve rush per i film basati o facenti ricorso alla tecnica dello screencast (vale a dire mostrare lo schermo come se fosse lo schermo di un PC durante una chat o una videochiamata) mi ha portato alla visione di questo “Cam2Cam” sull’onda della visione di “Open Windows” (2014) di Nacho Vigalondo e “Unfriended” (2014) di Levan Gabriadze.

La scelta non è stata tanto dettata dalla culosa protagonista che vediamo nella locandina (visto che la locandina manco l’avevo vista) che per inciso, non vedremo mai nel corso del film, quando per vedere fin dove ci si può spingere in basso nella pochezza di contenuti e di una qualsivoglia storia. Infatti questo gioiellino ha un rating su IMDb drammaticamente insufficiente e un altrettanto risibile giudizio su Rotten Tomatoes.

La storia è ambientata a Bangkok, giusto per dare al film quel tanto di chichè del posto lontano incasinato e umido dove tutti sono pronti a venderti un rene prima ancora di avertelo estratto nel retro di un locale a luci rosse in mezzo a topi e vomito. La città asiatica è solo un pretesto, dato che i fatti sarebbero potuti succedere anche nella sonnolenta Detroit, città di origine della nostra protagonista.

Nella prima parte, telefonata come poche, vediamo la classica gncchetta avolona che si fa uccellare in chat da uno sconosciuto. E per sentirsi più sicura fa entrare in appartamento CHIUDENDO TUTTO A CHIAVE il tipo matto del piano di sotto che ha una cotta per lei e viaggia con un maglione di lana grezza in una città dove la temperatura media è di 40° e il minimo di umidità è il 99%.

Tre mesi dopo però, la sorellina dell’ingenua, una ragazza dalla fronte molto spaziosa, arriva a Bangkok, forse per divertirsi, forse per cercare di capirci qualcosa su quello che è successo, chi lo sa, non frega nulla al regista, figuratevi a me.

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E anche qui ci lanciamo nei clichés tra i quali quello del custode dello pseudo ostello, panzone lurido e trido che non vede l’ora di infilare il suo noodle nelle mutandine di quelle che gli passano davanti.

Tra una serie di dialoghi riempitivi, messi lì solo perché hanno detto al resgista che sta male non dire neanche una parola in un’ora e mezza, vediamo una vacca che sponsorizza questo cam2cam, un misto tra chat e sito porno fetish. La stessa procace ragazza inizierà a spogliarsi nuda in cam, tenterà di fare una mezza lesbicata con la protagonista, collaborerà con un/una ladyboy locale…il tutto, come sempre, nel maggior caos possibile. Non si capisce mai se la storia sta virando da qualche parte, se sta per succedere qualcosa di serio, se qualcuno sta per fare qualcosa o se qualcuno tenta di capirci qualcosa. Si vedono solo scene su scene accatastate come libri vecchi in soffitta.

Ah, a proposito, sì uno/una dei coprotagonisti (termine di lusso per definire i tipi che si vedono nel film) a quanto pare fa parte del terzo sesso (alto clichè thailandese, dove praticamente tutti sono mezzi omi e mezze donne) e il suo ruolo ai fini della trama è utile come il micropene che il regista si diverte ad inquadrare (ovviamente mentre si trova nell’abominevole cesso di un club a luci rosse…)

Insomma non c’è proprio nulla da salvare, non succede niente e il regista non ce la fa mai nemmeno annusare. La cosa più interessante è il quasi incomprensibile modo di scrivere fatto di abbreviazioni e sgrammaticature usato dalle protagoniste. Ma non si poteva proprio fare altro di meglio?

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Scena imperdibile

Quello che ci ricorderemo di questo film è l’orrido maglione del tipo che vediamo nella prima parte del film, che secondo me glielo tirano dietro pure dal Nepal un’abominio simile e le poppe della tipa bipolare che ammazza/si fa ammazzare/no è viva/è un’intrallazzona che, badate bene, quando cammina lo fa come se fosse Belen, con il culo perennemente in fuori.

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Citazioni

[Il nulla assoluto]

In definitiva

Una boiata senza se e senza ma. Proprio senza niente.

Valutazione

Regia 2
 Trama 1
Recitazione 1
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 1,2
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2 thoughts on “#167. Cam2Cam (2015)

  1. Il filmetto di Belen l’ho visto,mi ricordo quando usci all’epoca prersentava Colorado con Ruffini che gli disse più o meno cosi “sai che ti farei a questa bella bocca” Belen aveva il viso sconvolto.
    Dovresti recensire Bunga Bunga 3d esempio di neorealismo italiano c’è Nadia Macri”vieni qui Mustafa”.
    Poi quella locandina l’hanno gia fatta per troppi film.

    Mi piace

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