#168. Sorceress (1995)


sorceress

Flash review (potrebbe contenere spoiler): Delle streghe tettone si spogliano e fanno le maiale

Sorceress è un film del 1995 di Jim Wynorski. Vede come protagoniste Julie Strain, regina dei b-movies softcore a cavallo tra secondo e terzo millennio, Linda Blair, nota per “L’Esorcista” (1973) di William Friedkin, “La Ragazza del Riformatorio” (1974) di Donald Wrye e “La Casa 4 – Witchcraft” (1988) di Fabrizio Laurenti, Kristi Ducati, apparsa in “The Bikini Carwash Company” (1992) e Rochelle Swanson.

Anno: USA 1995

Regia: Jim Wynorski

Sceneggiatura: Marc Thomas McGee

Cast: Linda Blair, Edward Albert, Julie Strain, Michael Parks, Larry Poindexter, Rochelle Swanson, Tony Naples, Antonia Dorian, Kristi Ducati

Durata: 93 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

[Scriverei volentieri la trama, ma proprio non l’ho capita. E dire che sono riuscito a scrivere la trama di “Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento…“]

Recensione & Commento (appassionato)

Basterebbe una sola cosa per far comprendere la caratura del film del quale vi apprestate a leggere la recensione. Il regista è Jim Wynorski, la controparte per eterosessuali di quello che David DeCocteau è per gli omosessuali, “celebre” per aver partorito film come “Supermarket Horror” (1986) e “Hard to Die” (1990) nei suoi primi anni di carriera, prima di virare decisamente verso l’apologia della mammella con film come “Torbido Desiderio” (1993), “Taglia che Scotta” (1995), “The Escort III” (1999) e “The Bare Wench Project” (2000) per trascurare la miriade di direct-to-video creati a tonnellate nel nuovo millennio, spesso con l’aiuto di quel marpione di Roger Corman. Il produttore è Fred Olen Ray, già autore di “Evil Toons” (1992) e di film di livello come “Hollywood Chainsaw Hookers” (1988).

Avrete già intuito che il mix tra i due è letale e non può che portare ad esiti prevedibili e di dubbio valore artistico. Già mi immagino il dialogo tra i due all’atto della stesura del film, intenti a riempirlo in ogni angolo di passera che neanche Cetto Laqualunque avrebbe pensato di vedere così tanto pilu in un’ora e mezza.

Pronti via e questo è quello che vediamo:

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Il nome di assoluto richiamo nel film è quello di Julie strain, mitologica passera che ha messo a disposizione dei peggiori registi le sue megalitiche poppe in uno sproposito di filmacci dove peraltro le stesse poppe erano non solo la maggiore attrattiva ma rappresentavano anche il 98% della trama e le protagoniste della vicenda. Sfortunatamente (maledetto Wynorski) la nostra cara tettona si fa vedere solo nella primissima parte del film, dopodiché, causa una maldestra caduta da un terrazzo, decide di passare a miglior vita. Una grande sfortuna per tutti noi che già sognavamo 90 minuti incollati alle sue grazie.

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Jimmy però che non è proprio così stronzo, decide di darci comunque un contentino e quindi butta lì nella “trama” delle donne a caso, tutte con le doti recitative di un termosifone ma contemporaneamente con un parco mammelle degno delle migliori occasioni. E non solo ce le mostra in tutto il loro splendore, ma decide pure che devono ripetutamente trombare con il protagonista maschile, baciarsi appassionatamente tra di loro, lesbicare come della assatanate e fare cose a tre.

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L’unica delle donne presenti che non ha delle poppe fotoniche siliconate da mostrare è lì solamente perché è la produttrice esecutiva, quindi su di lei non si può dire nulla.

Come avrete notato non ho minimamente accennato ad uno straccio di trama, poiché la trama non esiste e se c’è è incomprensibile. Il fine ultimo di quest’oretta e mezzo di film è: far vedere delle donne nude. Questo perhè non è trama una strega che fa del vodoo a uno che non si sa chi sia nè cosìabbia fatto, non è trama che il di lei marito dopo la di lei morte si sbatta una che ciccia fuori dal nulla (anche se a quanto pare era una sua collega), non è trama la serie di eventi che collegano una scena di nudo all’altra.

Visto che però Wynorski non vuole passare per porco pervertito, decide di buttare nel mucchio un po’ di gentaglia a caso, tipo il Pippo Baudo nero, che penso sia il capo del nostro giocondo protagonista e nientepopodimenochè Linda Blair che dopo aver fatto il botto con “L’Esorcista” (1973) di William Friedkin si dedicò ad accettare ogni singola cagata che passasse al convento: il suo ruolo, manco a dirlo, è di una che ogni tanto si mette a fare delle strane preghiere di fronte ad un pentacolo, della serie “un ruolo è per sempre”. Il suo compito è quello di far diventare vacca più di quanto non sia già l’amichetta del protagonista che, mediante un bruttissimo medaglione di latta che indossa, le permette di controllarne la psiche.

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Cos’altro dire di questa roba. Wikipedia addirittura accredita il film come fantascienza/orrore: non penso che abbiano mai visto veramente il film perché non è che se in un film c’è una goccia di sangue è horror e se c’è una strega è fantascientifico. Sorceress è semplicemente un film erotico, punto e basta. Erotico idiota quanto volete, sempre attento a non mostrare nulla sotto l’ombelico, se non in una fugace shower scene e sempre ben oltre il confine che divide un film da una ciofeca.

Scena imperdibile

In assenza di una trama che possa giustificare l’imperdibilità di una scena particolarmente ad effetto mi trovo a dover proporvi i decolleté delle scollatissime protagoniste, cominciando da Julie Strain…

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passando per Rochelle Swanson…

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…e per Kristi Ducati…

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A voi la scelta della migliore.

Citazioni

You’ll never be rid of me! Never!

In definitiva

Lo si guarda solo per vedere delle poppe, e se dovessi giudicare solo quelle sarebbe anche un bel film. Ma se lo guardate per altri motivi o non avete capito il senso del film o avete dei poteri soprannaturali che fanno sì che riusciate a vedere qualcosa dove quel qualcosa non c’è.

Valutazione

Regia 2
 Trama 0
Recitazione 1
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 2
Voto complessivo 1.4
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8 thoughts on “#168. Sorceress (1995)

    1. A parte L’esorcista 1-2-3 e film nei quali fa la parte di una posseduta/satanista/imparentata col demonio poca roba. Mi ricordo giusto di un “La Ragazza del Riformatorio” del ’74 dove peraltro viene stuprata sotto la doccia con un manico di scopa…

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