#169. The Chosen (2015)


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Flash review (potrebbe contenere spoiler): Una bambina viene posseduta e suo zio fa una strage in famiglia

Anno: USA 2015

Regia: Ben Jehoshua

Sceneggiatura: Barry Jay Stitch, Andrew Scheppmann, Ben Jehoshua

Cast: Kian Lawley, Elizabeth Keener, Angela Chitwood, Chris Gann, Dayna Devon

Durata: 88 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

La piccola Angie viene improvvisamente posseduta da un demone che per essere placato necessita di 6 anime legate a lei da legami di sangue entro 6 giorni. Lo zio Cameron, rimasto in casa con lei per alcuni giorni inizia ad escogitare un piano per poterla salvare e a pensare se può evitare di compiere una strage o se effettivamente non ha altra via d’uscita che distruggere la sua famiglia. L’intervento di una misteriosa suora, lo invita a prendere la decisione più difficile e tra segreti di famiglia, tensioni nascoste e voglia di vendette personali trascinerà nel suo piano anche madre di Angie, Caitlin.

Recensione & Commento (appassionato)

Avere Netflix a portata di mano per un giorno, quando fuori è nuvoloso, freddo e piovoso e la giornata non ha nulla da dire, quando vivi uno di quei pomeriggi in cui fai talmente poso che sei stanco di non fare nulla e contemporaneamente non faresti nulla per niente al mondo e quando vorresti vedere un film ma non vuoi vedere né horror, né azione, né cose impegante, né commedie dementi succede che per disperazione, alla ricerca di un prodotto facile facile e quasi trash, finisci per scegliere “Il Prescelto”. E non il film con Nicholas Cage, questo prescelto è del 2015 e annovera un cast di perfetti sconosciuti. Poi però capisci che sarebbe stato saggio dare un’occhiata veloce al rating di Netflix che assegna al film una stella su cinque. E poi vedi anche che su IMDb il voto è 3,6 e allora capisci a posteriori che hai appena fatto una str*****a, ma ormai hai già finito il film.

“Il Prescelto”, titolo originale “The Chosen”. Se analizziamo il significato della parola prescelto, capiamo che significa “scelto prima” o “scelto a priori” sottintendendo quindi che una qualunque persona o entità, ne abbia scelto un’altra per qualche motivo. Qui però nessuno ha scelto nulla e, alla luce dei fatti, le decisioni sono prese (come direbbe il mitologico Luigio Guastardo Della Radica) “a pene si segugio” o, più trivialmente, “alla cazzo di cane”.

Ora, ok che questo è una sorta di direct-to-video per Netflix e piattaforme simili, ok che è un prodotto con un budget limitato e (a quanto pare) girato in digitale e non su pellicola, ma almeno mettiamoci un briciolo di originalità e un minimo di sceneggiatura!

Il film è uno strano connubio tra iper-lentezza e iper-velocità: le scene si trascinano a velocità di bradipo una dopo l’altra, dando l’illusione di un film di 300 minuti, ma gli eventi narrati si susseguono uno dopo l’altro senza che nessun personaggio faccia mai un’obiezione o provi a fare un ragionamento di qualsiasi tipo.

Ci sono una valanga di cose che non tornano in questo filmaccio, eccone alcune:

  • Una bambina viene posseduta, ovviamente sena un minimo di presentazione, da una pseudo entità maligna. E fin qui potrebbe al limite non esserci nulla da obiettare. Dopo 30 secondi una madre matta da legare dice allo zio della bambina, interpretato dal piacione youtuber Kian Lawley, che l’unico modo per salvarla è uccidere 6 persone legate a lei da vincoli di sangue in 6 giorni. E ancora qui potrebbe ancora starci. Quello che non ha senso è che il bamboccio, prende per oro colato quello che le dice una tipa fuiori di testa che non ha mai visto e senza dire bau si mette alla ricerca di 6 parenti da far fuori, il tutto senza un minimo di conflitto interiore, di ragionamento o di sconforto. Lo si deve fare e lo si fa. Punto e basta.
  • Ogni persona alla quale viene spiegato questo rituale da compiere si comporta allo stesso modo: protesta a gran voce dicendo cose del tipo “ma che cazzo dici?”, “non ci credo”, “è impossibile”, ma non appena il piacione dice loro “è l’unico modo”, costoro si convincono immediatamente trasformandosi in killer familiari senza un minimo di rimorso
  • Con una trama del genere ci si dovrebbe aspettare che lo spettatore dovrebbe simpatizzare per il protagonista nonostante sia trasformato suo malgrado in assassino. Dovremmo poterci immedesimare nel suo conflitto interiore, comprenderlo e, a malincuore, tifare per lui nonostante sia costretto ad uccidere la famiglia. Invece no, il ragazzotto è antipatico come l’herpes e ci viene voglia di vedere qualche parente che lo prenda a palate nei denti. Addirittura quando si accanisce contro lo zio Joey massacrandolo di botte e di mazzate, si finisce per simpatizzare per il tenero ubriacone. Ok, beve tutto il giorno è un fancazzista ed è un po’ stronzo, ma da lì ad ammazzarlo come un cane ce ne passa.

Queste sono solo alcune delle cose aldilà dell’immaginabile tra quelle che succedono nel film. Ogni tanto si buttano lì delle sottotrame o presunte tali e poli le si lasciano vagare nel cosmo senza che approdino a nulla. Una di esse vede l’introduzione del personaggio della suora, che non si capisce se è vera o finta che appare dal nulla, invocata da nessuno, la sua storia è completamente slegata dal resto e si auto introduce nel racconto dicendo che in passato aveva vissuto la stessa esperienza. Il suo consiglio al protagonista? Di resistere e di cercare la fede direte voi. No, lei gli dice candidamente che deve ammazzare, ammazzare e ammazzare, finchè il sangue non avrà lavato via la presenza demoniaca. Un ragionamento così da strabuzzare gli occhi che anche il belloccio è titubante. Per premio si becca uno schiaffo e l’invocazione a tirar fuori le palle e far fuori tutti. Mica male Suor Omicidi.

Un’altra cosa buttata lì (e che come tutto si risolve nel giro di una mezza scena senza lasciare strascichi) è la confessione della madre del protagonista che dice alla figlia di aver ammazzato lei alla nascita il gemello di Angie, nato deforme. La figlia, che ha perso la tutela legale della piccola, si incazza come una iena, anche perché nel frattempo è diventata tossica, tira uno schiaffo alla madre, evita di parlarle per 30 secondi e poi si riappacifica con un abbraccio. Come se niente fosse successo. Peraltro la confessione della donna giunge dal nulla, senza che nessuno gliel’abbia chiesta o estorta.

Ci sarebbe da parlare anche della fidanzata troia del protagonista che si fa sbattere da un camionista e poi va dal moroso a piangere dicendo che è incinta e che il figlio è suo. Ma non ne voglio parlare.

Parliamo invece della scena-comica per eccellenza:

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In tutto questo, dopo più di un’ora di film, mi sono chiesto “ma cazzo, nessuno ha mai chiamato la polizia?”. No. Solo nell’ultima scena sentiamo i poliziotti bussare alla porta, mentre il protagonista e la sorella concordano una versione: il tutto a voce altissima in modo che la polizia possa sentire le loro balle. Ma cazzo, se devi elaborare un piano per non farti beccare, non farti sentire dalla polizia, sennò che cazzo di senso ha???

E poi dai, devi chiedere a tua sorella un aiuto per disegnarti in fronte un simbolo a forma di “3”? Cioè mi sai dire che non sei buono a farlo senza che qualcuno ti aiuti???

In tutto ciò il personaggio migliore è il nonno paralitico, un vegetale umano che verrà usato come cavia per dimostrare alla madre che il demone si nutre di familiari. Di lui ci ricorderemo la fine espressività, peraltro la migliore del film.

Gli effetti speciali sono Asylum-style e sono realizzati (penso) con l’ultima versione di Paint; tra di essi si annovera anche una scena girata in stop-motion che sembra tratta da un film sui Lego. Comunque il 99% degli effetti si riducono agli occhi neri della bambina e al fumo nero che le esce dalla bocca. Stop.

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Scena imperdibile

Quello che ci ricorderemo del film sono le facce strane, sbigottite e idiote che assumono i protagonisti (e non). Eccone due qualunque:

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the-chosen-3

Da ricordare anche il momento in cui si deve decidere quale parente far fuori guardando l’album di foto. Sembra che si stia sfogliando l’album di figurine.

Citazioni

[Stendiamo un velo pietoso]

In definitiva

Uno dei film più evitabili degli ultimi anni.

Valutazione

Regia 1
 Trama 0
Recitazione 1
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 0.8

 

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7 thoughts on “#169. The Chosen (2015)

  1. L’horror non è proprio i mio genere e, in aggiunta, i film sulle possessioni maligne mi incutono un certo disgusto.
    L’unico nel genere che ho visto (anche perchè è imperdibile) è l’ESORCISTA; per il resto mi son sempre tenuto alla larga da questa categoria.

    Ah no, aspetta, un altro film sulle possessioni del demonio l’ho visto: PICCOLO DIAVOLO ahahahahah, insieme a IL MOSTRO di sicuro è il miglior film di Benigni prima che si mettesse a fare l’intellettuale 😀

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    1. L’horror non è neppure il genere di quello che ha girato ‘sta roba. Inoltre se hai visto “L’Esorcista” hai visto anche il 98% dei film successivi a tema possessione demoniaca. P.S. “Il Mostro” è tanta roba!

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