#171. L’Isola dei Sopravvissuti (2005)


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Flash review (potrebbe contenere spoiler): Tre tipi, tra i quali Pippo Pancaro finiscono su un’isola deserta e poi c’è Kelly Brook nuda.

L’Isola dei Sopravvissuti è un film del 2005 di Stewart Raffill. Protagonisti sono Billy Zane, celebre per la sua interpretazione in “Titanic” (1997) di James Cameron ma apparso anche nei primi due capitoli di “Ritorno al Futuro” di Robert Zemeckis, Kelly Brook, apparsa in “Ripper – Lettera dall’Inferno” (2001) di John Eyres, “House of 9” (2005) di Steven R. Monroe e “Piranha 3D” (2010) di Alexandre Aja e Juan Pablo Di Pace.

Titolo originale: Three

Anno: USA/GBR/LUX 2005

Regia: Stewart Raffill

Sceneggiatura: Stewart Raffill

Cast: Billy Zane, Kelly Brook, Juan Pablo Di Pace

Durata: 95 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Jack e la moglie Jennifer sono con due amici in vacanza su un lussuoso yacht dove presta servizio Manuel. Sullo yacht si sviluppa un incendio e tutti fuggono prima di poter chiamare aiuto; una coppia è dispersa, mentre Jennifer e Manuel approdano su un’isola deserta. I due, diversi e spesso in conflitto passano due giorni in completa solitudine prima di vedere a riva Jack, salvatosi dal naufragio. Jack è estremamente geloso e pensa che sia successo qualcosa tra Jennifer e Manuel; inoltre prova un odio viscerale per il ragazzo e inevitabilmente i due finiranno per scontrarsi per conquistare la bellissima Jennifer.

Recensione & Commento (appassionato)

Questa recensione potrebbe parlare del film, anzi, di sicuro un po’ ne parlerà. Tuttavia vorrei poter parlare di una sola cosa, di una sola divina creatura che un giorno nel prossimo futuro spero di poter vedere con i miei occhi per credere davvero possa esistere.

Kelly Brook.

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Il film potrà piacervi, potrà farvi schifo, potrà essere un colpo di genio o una martellata sulle palle.

Ma c’è Kelly Brook.

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Vorrei che capiste realmente l’importanza di questa donna e di come non serva assolutamente a nulla l’impianto di trama, attori, scenografia o quant’altro c’è o ci dovrebbe essere in un film dal momento che c’è lei. Lei è. Punto e basta. Tutto ciò che le sta intorno non ha assolutamente un senso, mai. Potrebbe essere la croce di un ottimo regista intento a realizzare un ottimo film perchè la sua figura distoglierebbe l’attenzione dalla bontà del prodotto, ma potrebbe anche essere la delizia di un regista cane e di uno sceneggiatore decerebrato perchè metterla in un film anche se non esiste una narrazione e non esiste un senso lei è sufficiente a far dimenticare tutto.

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Dal momento che Kelly Brook (sempre sia lodata) rientra di prepotenza nella mia top-5 di bellezze senza tempo della storia la recensione che vi apprestate a leggere potrebbe contenere un alto tasso di lode nei suoi confronti e di tanto in tanto potreste vederla spuntare fuori tra le righe del discorso senza un perchè. Perchè lei è. Punto e basta.

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Ma torniamo al film.

Vi chiedo da subito perdono per il logo Rai (che addirittura reputa questo un film da bollino rosso, manco due tette di sfuggita facciano più male che vedere il Grande Fratello in prima serata…) ma la copia che ho è un rip da TV. La trama starebbe alla grande su un post-it ed è riassunta alla perfezione (e anzi, anche in modo abbastanza dettagliata) nella mia flash review iniziale. Per qualche motivo a me oscuro (e oscuro anche allo sceneggiatore che peraltro è anche il regista), viene buttata nella storia una tipa che si occupa di voodoo: colei tiene i bambolotti delle sue vittime accuratamente in frigorifero (per non deteriorarli) e quando è il momento li tira fuori per l’uso. Il rito ovviamente contempla una stella a cinque punte inscritta in un cerchio di sangue sul pavimento, danze strambe e sangue che cola da chissà dove, più la classica gallina sgozzata (povera…).

A proposito. Kelly Brook.

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Il bello di questo rituale è che ce ne dimenticheremo completamente fino al finale, quando lo sceneggiatore regista dice “cazzo! avevo messo lì il voodoo e l’ho lasciato sul fuoco! Speriamo non si sia bruciato” quindi ributta lì una scena della danzatrice rovinando così ulteriormente il film.

P.S. Kelly Brook.

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Saccheggiando un po’ da “Laguna Blu” (1980) e dal bidone della spazzatura, il film si trascina stancamente e senza idee per 90 e rotti minuti. Il tutto è già visto, banale, atrocemente lento e senza mai un guizzo. I due si trovano sull’isola, rimangono forzatamente soli, liti e riappacificazioni, poi arriva il marito ipergeloso, lui si scontra con l’altro per conquistare Kelly Brook, si odiano, si menano e fanno un po’ di polverone. Nulla di più.

Se non Kelly Brook.

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I due protagonisti masculi sono Juan Pablo Montoya, mitico ex-pilota di Williams e McLaren e ora protagonista di una gran carriera negli States…Ah no, scusate è Juan Pablo Di Pace, un signor nessuno che riapparirà fugacemente in due filmetti prima dell’oblio…

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e Pippo Pancaro, mitologico ex-difensore di Lazio e Milan. Ah no scusate è Billy Zane, ridotto ad un rottame. Quanto meno Billy con la sua naturale faccia da stronzo il ruolo dello stronzo lo fa sempre alla grande, di quello gli va dato merito.

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Il resto è il nulla, come il nulla presente sull’isola deserta. Anche se a quanto pare, come al solito si trovano sempre pesci, cocchi, funi, reti, lavatrici, Uranio e l’ultima edizione del New Yorker.

E Kelly Brook.

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Billy Zane abbiamo detto che fa la parte dello stronzo e perennemente geloso senza motivo, talmente senza motivo che alla fine avrà un motivo per esserlo, visto che fracasserà così le palle alla moglie che questa deciderà di buttarsi tra le braccia dell’aitante maschio latino. In parte capisco la sua gelosia, voglia dire stai con Kelly Brook, però ciccio datti ‘na calmata. C’è anche da dire che lei poi la zoccola un po’ la fa pure, fino a sbattegli le corna platealmente in faccia quando si fa sbattere alla grande in acqua di notte dall’amante mentre il marito la guarda (P.S. ho quasi pianto quando ho visto la scena visto che Juan Pablo de ‘sto cazzo era lì con Kelly Brook nuda sott’acqua e sotto la luna piena a fare le cose parolacce con lei mentre io mangiavo un Liuk davanti al computer).

Giusto per intenderci, Kelly Brook nuda sott’acqua.

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Scena imperdibile

Kelly Brook.

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Ogni singolo fotogramma in cui è inquadrata questa divinità posatasi sulla terra solo per deliziare gli umani occhi di cotanta burrosa grazia e straripante femminilità. E di uno sguardo in grado di far risorgere.

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Non ne avete avuto ancora abbastanza?

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Ok, questa è l’ultima. Signori e Signore Kelly Brook.

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Citazioni

Non esiste colpa senza divertimento

In definitiva

Un film inutile. Se non fosse che c’è Kelly Brook, sensuale e meravigliosa anche se fosse coperta di guano.

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Da consigliare alla grande a tutti i suoi estimatori, qui è in forma smagliante. Ah e vi anticipo già che la valutazione qui sotto non tiene in considerazione la presenza della Divina, è solo una valutazione di tutto ciò che le sta intorno.

Valutazione

Regia 4
 Trama 1
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 3
Voto complessivo 3.2
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7 thoughts on “#171. L’Isola dei Sopravvissuti (2005)

  1. L’ho visto anni fa in una mia personale maratona di “isole dell’orrore”, ed è strano che non ricordassi una protagonista così dirompente! Sto invecchiando 😛
    Pensa che mi era piaciuto l’intreccio tipico delle isole – lui, lei e l’altro – e lo ricordo con piacere: va be’, diciamo senza dispiacere. Però è passato tanto tempo…

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      1. Infatti quella mia maratona, che battezzai arbitrariamente “isole dell’orrore”, si rivelò priva di horror: la maggior parte dei film che trovai alla fin fine era sul rapporto tra naufraghi, che comunque è sempre una situazione bella tesa. Comunque le tue argomentazioni mi hanno convinto a rivederlo… o almeno a rivedere solo la Brook 😀

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