#173. Nuda per Satana (1974)


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Flash review (potrebbe contenere spoiler): Due sconosciuti si incrociano con i reciproci cloni ottocenteschi e Satana se la ride.

Nuda per Satana è un film del 1974 di Luigi Batzella, firmatosi con lo pseudonimo di Paolo Solvay. Protagonisti della pellicola sono Rita Calderoni, vista anche in “La Verità Secondo Satana” (1971) sempre di Batzella, “Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento…” (1973) di Renato Polsellli, James Harris e Stelio Candelli.

Anno: ITA 1974

Regia: Paolo Solvay (pseudonimo di Luigi Batzella)

Soggetto: Luigi Batzella

Sceneggiatura: Luigi Batzella

Cast: Rita Calderoni, James Harris, Renato Lupi, Stelio Candelli

Durata: 78 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

 

Recensione & Commento (appassionato)

Negli anni Settanta, e segnatamente, dopo il 1973, anno di uscita de “L’Esorcista” di William Friedkin, i cinema mondiali e quindi anche italiani sono invasi da una abnorme quantità di filmacci dove Satana compare (o di nome o di fatto) per cercare di attirare nei cinema il maggior numero possibile di gonzi.

In Italia, dove da decenni invece si infilavano nelle pellicole tette e nudi di ogni genere, Batzella, sotto lo pseudonimo di Paolo Solvay, ebbe l’intuizione di fondere i due elementi. Avrà pensato che, probabilmente, mettendo nel titolo allusioni a donnine nude e al principe delle tenebre il risultato sarebbe stato assicurato.

Ora, io non so quanto effettivamente abbia incassato questo film (spero poco) ma il risultato è una ca**ta pazzesca, dal soggetto, alla sceneggiatura alla regia (stranamente firmate dalla stessa persona, lo stesso Batzella), alla recitazione, alla trama, al finale. Tutto insomma. Per lo meno il buon Batz è stato coerente: quella nuda c’è e satana pure. E’ tutto il resto che manca.

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Quando si dice “spogliare con gli occhi”…

Per quanto riguarda i protagonisti abbiamo la cara Rita Calderoni che fa ciò che sa fare meglio, sgranare gli occhi e mostrare le tette. Sempre gradevoli, per carità, anzi, le sue forme oneste e sincere che la Rita nazionale ci vende con il suo sguardo languido e un po’ triste sono sempre le benvenute, nonostante le sue forme un po’ 90-90-90, però se magari ci fosse anche qualche cosina d’altro sarebbe meglio.

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Nella parte del protagonista abbiamo l’incrocio tra Clint Eastwood e Fulvio Collovati, mentre il diavolo è la fusione tra Gabriel Garko e Alberto Tomba.

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La trama, o meglio la successione di scene, richiama molto l’altro capolavoro del nonsense italiano “Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento…” (1973) dell’inarrivabile Renato Polselli.Inarrivabile certo, ma Batzella ci si avvicina parecchio anche se non riesce in quella incredibile impresa di straniamento che solo il suo collega o 103 giorni consecutivi sulle montagne russe possono dare.

Seriamente, non si capisce dove cavolo volesse arrivare Batzella: abbiamo un Satana o un suo emissario che si diverte a giocare con lo spazio tempo e a comparire in momenti casuali citando frasi random del tipo “è pronta la pasta al sugo” (no, ok, questo non lo ha detto, ma sicuramente avrebbe dato più senso al film se l’avesse fatto). Costui si diverte a far comparire due cloni dei protagonisti vestiti ad minchiam che dovrebbero rappresentare i loro doppelganger o qualcosa di simile ma durante il film non fanno nulla e non danno sprint; insomma, non servono ad un emerito ca**o. Il buon Principe delle tenebre si diverte anche ad organizzare dei balli a rallentatore con protagoniste alcune donne trapassate (no, non in QUEL senso, nel senso ex-defunte).

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Uno pensa che, in quanto diavolo o similare, egli abbia un discreto potere, oltre a quello già citato di alterare lo spazio tempo, invece si scopre che basta un semplice fiammifero acceso per mandare tutto a puttane. Cioè, seriamente il demonio che nell’iconografia classiva vive in un mondo infuocato è messo k.o. da una fiammella???

A quanto pare sì.

Ma per carità, Satana non è l’unico pirla nella storia. Un buon quarto di film è occupato da Collovati che corre a caso in un campagna attorno al castello con una pistola in mano facendo facce stralunate e digrignando i denti (ancora una volta incommensurabilmente meno bravo in questo rispetto al digrignatore per eccellenza, il Mickey Hargitay protagonista del già citato Riti e di “Delirio Caldo” del 1972 sempre del buon Polselli) mentre cerca di inseguire un uomo che si scopre essere il suo clone.

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Un’altra bella fetta di film è invece occupata dalla nostra Rita Calderoni che come detto, ignora la funzione naturale dei vestiti e ci dà dentro (sia nella sua forma reale sia in quella ottocentesta) con chi le sta appresso, lanciando limoni a destra e a manca e facendosi leccare da uomini e donne (e forse anche animali).

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Il sugo della storia è: niente. Dopo la dipartita di Satana si assiste ad una sorta di ricongiungimento all’inizio della storia e vediamo Collovati che trova in mano all’incidentata Calderoni la stessa medaglia che il suo clone gli aveva mostrato. Stop. Questo è il magnifico finale.

Porca vacca ho sprecato un’ora e mezza ancora…

Scena imperdibile

La scene migliori del film risultano alla fine dei conti essere quelle in cui vediamo la nostra Ritona Calderoni nuda. E non che la cosa la scompigli più di tanto, per lei è normale viaggiare nuda per un casa di fronte ad estranei senza un minimo di pudore. Grazie Rita.

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Tette a parte vorrei citare anche la “terrificante” scena nella quale Collovati ammazza con un colpo di pistola il ragno obeso che sta per attaccare la calderoni. Brrrrr che paura!!!

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Citazioni

Sono la tensione che in virtù di una indomabile forza cosmica afferma e nega nello stesso tempo tra il possibile e l’impossibile.

In definitiva

Per chi vuole avvicinarsi all’opera di Polselli Batzella è una tappa obbligata per essere introdotti nel nonsense. Per tutti gli altri sani di mente invece consiglio di pensarci una trentina di volte prima di mettersi alla visione.

Valutazione

Regia 1
 Trama 0
Recitazione 2
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 3
Voto complessivo 1.8
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6 thoughts on “#173. Nuda per Satana (1974)

  1. Come sei puntiglioso, non ti puoi lamentare: il titolo parla di nudità e Satana ed entrambi gli aspetti sono rispettati 😀
    Scherzi a parte, la cinematografia italiana davvero non ha mai conosciuto vergogna o anche solo un minimo rossore a presentare ‘sta robaccia…

    Liked by 1 persona

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