#176. Passengers (2016)


passengers

Flash review (potrebbe contenere spoiler): Due tipi si svegliano su una navicella spaziale rotta e la riparano

Passengers è un film del 2016 di Morten Tyldum. Protagonisti sono Jennifer Lawrence, famosa per la saga di “Hunger Games” e per “American Hustle” (2013) di David O. Russell, Chris Pratt che, dopo il successo di Everwood si è cimentato in “Jurassic World” (2015) di Colin Trevorrow e in “I Magnifici 7” (2016) di Antoine Fuqua, Michael Sheen, apparso in “Frost/Nixon” (2008) di Ron Hoard e Laurence Fishburne, indimenticabile Morpheus in “Matrix” (1999) dei fratelli Wachowski e apparso anche in “Punto di Non Ritorno” (197) di Paul W.S. Anderson.

Anno: USA 2016

Sceneggiatura: Jon Spaihts

Regia: Morten Tyldum

Cast: Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Michael Sheen, Laurence Fishburne, Andy Garcia

Durata: 116 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Jim Preston è un meccanico in stato di ibernazione a bordo dell’astronave Avalon nel suo viaggio di 120 anni verso il pianeta Homestead II. Dopo un impatto meteorico, la navicella viene danneggiata e la capsula di Jim ha un guasto, facendolo risvegliare in anticipo di 90 anni. Dopo l’iniziale sgomento Jim, grazie all’aiuto dell’androide Arthur, inizia a godersi la vita, ma presto matura l’idea di risvegliare la giovane giornalista Aurora Lane, anche lei sconfortata dalla loro situazione. Solo tempo dopo scoprirà il perchè del suo precoce risveglio, ma il problema maggiore a quel punto sarà la navicella Avalon, pericolosamente in avaria…

Recensione & commento (appassionato)

Negli ultimi anni il cinema made in U.S.A. ci ha riabituato ad un genere di fantascienza focalizzato sull’esplorazione spaziale alla ricerca di mondi lontani o volti a popolare colonie costruite ex-novo dall’altra parte dell’Universo, quasi a tracciare un “solco” ideologico da dedicare alla scienza (vera) e traendo contemporaneamente sempre dalla scienza (vera, potrei citare ad esempio un Elon Musk con la sua SpaceX) il propellente necessario per far fantasticare alla grande le menti degli amanti dell’esplorazione spaziale.

“Passengers” deve necessariamente confrontarsi con alcuni di questi titoli, soprattutto con due “mostri” come “Gravity” (2013) di Alfonso Cuaron e “Interstellar” (2014) di Christopher Nolan ma il confronto, più che fungere da spunto pare a volte rivelarsi più come scimmiottatura e scopiazzamento. Visto che il mio buon socio Lucius Etruscus ha recensito il film dall’alto della sua vasta conoscienza fantascientifica, vi invito a leggerlo a questo link.

Ma andiamo per ordine. “Passengers” è sicuramente un film godibile, esteticamente eccellente, con due ottimi protagonisti e che non necessita di un poderoso impianto scientifico alle spalle al quale sottostare. La prova di Jennifer Lawrence è ottima e anche Chris Pratt fa il suo bel lavoretto, anche se sinceramente ho apprezzato molto di più nella parte del barista-androide Arthur Michael Sheen.

Tuttavia il film si avvita in una spirale di citazionismo e assenza di una vera e propria trama che appesantisce a dismisura le quasi due ore di durata anche se spesso la telecamera indulge sulle forme poco coperte di Jennifer Lawrence. Da “Interstellar”, “Passengers” recupera l’idea del viaggio verso un luogo dove “piantare” una nuova umanità, pur spogliandola dei complessi risvolti scientifici che un film basato sui viaggi nel tempo può implicare, mentre richiamano”Gravity” le passeggiate nello spazio dei protagonisti, pur senza l’incredibile profondità e pathos del peregrinaggio di Sandra Bullock.

Altra citazione ancor più evidente (o forse si tratta di un omaggio?) è quella del bar dell’Overlook Hotel di Shining: Lloyd e Arthur (casualmente due nomi che richiamano molto la nobiltà anglosassone) pur essendo diversissimi tra loro (uno è quasi scheletrico e ha un che del Dracula dell’omonimo film del 1931 con Bela Lugosi, l’altro è bonario anche se forzatamente monoespressivo) assumono il ruolo di “confidenti” del protagonista e la loro figura svolgerà comunque un ruolo chiave nella storia: Lloyd rimetterà al suo posto Jack Torrance intimandogli di ultimare il lavoro commissionatogli dai potenti dell’Overlook per bocca di Delbert Grady, mentre Arthur sarà il motore degli eventi in quanto nella sua candida logica robotica svelerà ad Aurora il perchè del suo risveglio. E’ inoltre impossibile non notare come la moquette del bar di “Passengers” sia esattamente identica a quella a trama esagonale sul quale corre il piccolo Danny.

Ricorda anche molto il dilemma del Titanic una delle ultime scene dove Jim e Aurora devono necessariamente scegliere chi dei due possa utilizzare il robodottore per tornare in ibernazione. Sinceramente questi momenti da “o io o te” iniziano a diventare un po’ insopportabili.

Il film soffre di lentezza atroce per tutta la prima metà o forse anche più dove assistiamo ad interminabili scene di Jim in solitaria e interminabili scene di Jim e Autora insieme che non portano al nulla; le varie avarie dei computer e degli strumenti di bordo invece che catalizzare il climax vengono buttate lì e lasciate lì dove sono sicchè tutta l’azione si concentra negli ultimi 30-40 minuti dopo l’intervento di Gus. Ciò implica anche tirar via in modo un po’ troppo dozzinale alcune parti di sceneggiatura: come fa un semplice meccanico a sapere dove sono i pezzi di ricambio di un’astronave grande quanto una città? Come fa a saperla riparare? Come cavolo fa a sapere che il sistema di raffreddamento si apre da fuori andando a colpo sicuro? E come mai i computer che stavano impazzendo ad una frequenza incredibile improvvisamente si mettono a fare i bravi nella delicatissima passeggiata extraveicolare?

Della serie “cose tirate via” la peggiore è quella in stile “Yu-gi-Oh” del robodottore che può far resuscitare i morti. Francamente troppo.

Insomma la carenza di una trama si sente, specie dopo il classico ennesimo trailer allettante che poteva lasciar supporre che ci fosse qualcosa dietro alle rotture dell’astronave, un possibile “complotto” o affini. Nulla di tutto questo.

Ciò che rimane quindi, al netto di tutto, è la classica trita e ritrita storia d’amore tra un meccanico, la bassa manovalanza e la gnocca ricca figlia di uno scrittore di successo sullo sfondo del loro tentativo di riparare in due la più complicata macchina mai costruita dall’uomo. E in più non ci viene neppure mostrato un briciolo della loro vita insieme!

Ok che il regista per sua stessa ammissione ha dichiarato che non avendo mai girato uno Sci-Fi avrebbe preferito incentrare maggiormente la trama sui rapporti personali e va bene che il messaggio che passa è quello di prendere ciò che di buono si può trovare in una situazione estrema e non cercare necessariamente di raggiungere un particolare obiettivo lontano quando si ha la felicità inaspettata a portata di mano e in mezzo alle avversità, però condire tutto questo con qualcosina di più sarebbe stata una cosa gradita.

Scena imperdibile

E’ quella che ci riserva il maggior pathos, anche se tutti sappiamo già come andrà a finire. Il momento in cui Jim è costretto ad aprire il portello di raffreddamento del reattore a fusione per evitare che si incendi ed esploda, polverizzando la Avalon. La tensione c’è e si sente, ma obiettivamente lo scioglimento della tensione arriva in modo fin troppo assurdo.

Citazioni

You can’t get so hung up on where you’d rather be, that you forget to make the most of where you are.

In definitiva

Nonostante alcune falle nella sceneggiatura e la mancanza di una trama “forte” il film è sicuramente un buon prodotto di intrattenimento che si può vedere senza particolari patemi. Certo se siete impallinati di fantascienza tout court questo non è proprio il film adatto a voi.

Valutazione

Regia 8
 Trama 4
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 6.0
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23 thoughts on “#176. Passengers (2016)

  1. Ti ho letto con un occhio solo perché voglio gustarmi prima il film: ho già pronto il taccuino dove segnarmi tutte le cose che NON mi piaceranno 😀 Scherzi a parte, la trama mi sembra la solita furbata americana di fare un filmone coi fichi secchi: un’astronave piena di comparse se la può permettere solo la ricca TV delle miniserie, non più Hollywood (morta e sepolta da anni), così mettiamoci solo due attori e il film si fa da solo.
    Appena l’avrò visto verrò a rileggerti per bene 😉

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    1. Grazie di avermi letto dopo la mia infinita assenza dal blog! 🙂 ti dico senza spoilerare che è il classico film che puoi vedere senza problemi e che è anche discreto, ma alla fine non ti lascia molto. Peccato perchè il trailer prometteva cose diverse…

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  2. Solo 6 di voto? Sei stato un po-)’ col braccino corto
    …ligure hahahaha
    Comunque magari puoi aver ragione su qualcosa, ma da donna ti dico che a me è piaciuto tutto sommato e la.storia d’amore ti tiene allo schermo per tutto il film. Lo consiglio comunque.
    Ps. Rivedi il testo ci sono errori qua e là nella scrittura. Forse andavi di fretta?

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  3. Per me sei stato pure di manica larga, ho trovato il film una poverata (costosissima) girato bene nulla da dire, ma con buchi logici enormi giò dopo 5 minuti di trama, una sceneggiatura che cade piu’ a pezzi della nave dei protagonisti 😉 Detto questo, mi ha fatto piacere rivederti spuntare nella mia lista dei blog in lettura, spero di leggerti spesso durante il 2017 😉 Cheers!

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      1. Quello è un tasto dolente, perché quando l’ho visto la prima volta, all’epoca dell’arrivo in TV, mi ha fomentato e spaventato… fino a 3/4. Diciamo che inizia coi controfiocchi per poi crollare sul finale, ed è un peccato perché aveva tutte le carte in regola per essere un ottimo film.
        Non vedo l’ora di leggere la tua rece ^_^

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      2. La stessa cosa che ho pensato io. Anche se a discolpa di Anderson si dice che sia stato tagliato un buon 30-40 minuti di girato particolarmente horror e disturbante che ne avrebbe fatto un fantahorror coi fiocchi…

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      3. Il problema non è l’horror, è l’idea alla base: è iniziato come un filmone fantascientifico cazzuto e poi è passato al paranormale più sguaiato, questo mi ha deluso. Anche così la dose di horror è ottima: avevo tipo 25 anni quando l’ho visto e mi ha fatto strizzare alla grande 😛

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    1. Grazie Cassidy, mi pento della mia lunga assenza e spero di essere più costante in questo 2017. A me più che i buchi logici ha fatto un poi’ girare le palle l’assenza di trama e i comportamenti assurtamente “giusti” dei protagonisti (leggi: meccanico che ripara da solo un’astronave che avranno costruito il fior fiore degli scienziati e ingegneri d’america)

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      1. Figurati, nessun pentimento, parlo da lettore avido di queste pagine, ne vorrei sempre di piu’ 😉 Aspetto il tuo commento di “Punto di non ritorno” un film che mi piace, e che conto di rivedermi presto! Cheers

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  4. Visto che ho intenzione di vederlo non ho letto tutto il post temendo gli spoiler (per altro avvisati 😀 )
    Tuttavia confesso che quando ho visto il trailer ho iniziato a sentire puzza di cazzata mega-galattica. Alla fine lo vedrò lo stesso, mi sa, perchè la curiosità è tanta e poi, francamente, la Lawrence è troppo bella per non ammirarla anche in tutina spaziale 😛

    PS. auguri di buon anno, seppur un po’ in ritardo !!!

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