#179. American Poltergeist (2015)


Flash review (potrebbe contenere spoiler): Il filmino della recita è stato per errore distribuito nei cinema con un titolo fuorviante

American Poltergeist è un film del 2015 di Mike Rutkowski interpretato Ashley Green Elizabeth, già vista in “Muck” (2015) e da attori esordienti o quasi, che non hanno lasciato traccia in nessun modo.

Anno: USA 2015

Sceneggiatura: Nicole Holland, Mike Rutkowski

Regista: M. Night Shyamalan

Cast: Donna Spangler, Simona Fusco, Ashley Green Elizabeth, Rich Rossi, Aaron Lee, Nicole Holland, Nikole Howell, Luke Brandon Field, Nicholas Talone

Durata: 78 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

No, no ci rinuncio, andatela a vedere su Wikipedia. anzi non andatela proprio a vedere tanto non c’è.

Recensione & Commento (appassionato)

A volte succedono cose brutte, tipo che devi passare gli ultimi giorni di ferie a casa perchè, nonostante avessi programmato di andare al mare, all’improvviso viene l’autuno e la pioggia e succede che fai la spola tra letto e divano e ti piazzi davanti a Netflix senza una ragione di vita.

E decidi di guardare i mirabolanti horror che propongono nonostante tu sappia già in partenza che saranno delle ciofeche. Ebbene, dopo aver convertito la mia ragazza all’horror, e dopo che la stessa ha capito che il 99% degli horror sono fatti con lo stampino e che fanno cagare addosso non dalla paura ma dallo schifo, ho deciso di spararmi tre filmacci in stecca, il primo dei quali è American Poltergeist diretto nientepopodimeno che da Mike Rutkowski , qui al suo peggio, che penso che prima di questo film passasse le giornate a dare da mangiare alle anatre in riva al lago.

Era da un po’ che non avevo così voglia di scrivere in merito ad uno schifo di film e il calcio in culo definitivo me l’ha dato il caro Lucio de Il Zinefilo che ringrazio per avermi spronato. Quindi sappiate che è in parte colpa sua se un giorno deciderete di vedere questo film 🙂

Molte volte su questo blog mi avete sentito infamare i film dire che sono i peggiori, i più ridicoli i più noiosi eccetera e ogni volta che lo scrivo lo penso davvero, ritenendo anche che il livello non possa abbassarsi ulteriormente. ebbene fedeli all’andazzo che “al peggio non c’è mai fine” ho solo una parola da dire su questo film.

Irritante.

Di sicuro è uno dei peggiori mai fatti, diretti e recitati ma la sensazione che suscita maggiomente è una violenta irritazione perchè tutto è fatto in modo becero, con il più schifoso dei copia e incolla, aprendo il libro dei clichè cinematografici, saccheggiandolo a piene mani e riproponendoli tutti in modo fortemente tirato via e senza alcuna concatenazione causa-effetto. Aggiungiamo che il film, visionato in lingua originale, ha messo a nudo tutta l’abilità degli attori nel recitare: una mandria di capre che brucano sarebbero molto più fotogeniche e abili nella recitazione dei quattro dementi che si alternano sullo schermo.

Non parliamo della trita e ritrita trama. Anzi no parliamone, perchè tra le cose sbagliate di questo film c’è pure la trama e il titolo! Cazzo, se uno legge Poltergeist si apsetta di vedere un film sui poltergeist, ma l’unica cosa in 78 minuti di film che può vagamente ricordare un poltergeis è un coltello appoggiato su un tavolo che si gira da solo e una tv che si accende. Stop.

La ciurma di ritardati va a vivere in questa super casa, alla modica cifra di 325$ a stanza (il prezzo non potrebbe essere così basso neanche se dovessero passare la notte nelle fogne di un mattatoio immersi nel vomito) perchè gli fa schifo vivere nel dormitorio del college, quindi senza un reale motivo vanno a vivere in un posto a millemila chilometri dallla facoltà.

I nostri eroi sono così assortiti: una tipa triste e pallosa col naso prominente che d’ora in poi chiameremo Pinocchio; suo fratello minore che chiameremo Cornuto (capirete a breve perchè), la sua ragazza maniaca dei capelli, del trucco, delle minigonne e dell’arte più antica del mondo che chiameremo affettuosamente Zoccola, l’amica di Pinocchio sempre con una cazzo di fotocamera in mano che fotografa anche le macchie di umido che chiamenremo Instagram Nazi e infine quello beghino che va sempre in chiesa e che viaggia con un crocione di dubbio gusto e del peso di 43 chili nello zaino che chiameremo Don Sfigato.

Da sinistra a destra Instagram Nazi, Pinocchio, Don Sfigato e Cornuto

Il film si fa irritante dalla prima inquadratura perchè ogni personaggio, stereotipato all’ennesima potenza viene presentato in modo tale che faccia nel modo più ripetitivo e ossessivo possibile la cosa che lo rende una macchietta: la Zoccola zoccoleggia, Instagram Nazi non parla per 3/4 del film e fa solo foto, Don Sfigato ci mostra fiero le sue Bibbie.

Come avranno trovato questa villa i nostri sfigati, direte voi? Semplice, un giorno a uno dei tizi arriva una mail con scritto “Hey, casa libera, 325$ a stanza, venite!”. E niente loro ci vanno. Cioè ci si fida così, dal nulla. Non oso immaginare se questi idioti avessero ricevuto la mail del principe nigeriano che si offre di ricompensarti con un milione di dollari se gli fai la cortesia di dargli per qualche giorno un centone per le sue losche operazioni finanziarie.

Vabbè comunque arrivati in questa casa vengono accolti dalla proprietaria, che non è del tutto umana dato che è composta per più del 50% da plastica. Per carità una botta gliela si potrebbe anche dare, visto che la persona che si cela dietro il ruolo è un’ex modella di playboy che porta alla grande i suoi 50 anni, però la sua posa e la sua espressività lasciano dubitare sulla sua reale appartenenza al genere umano. Lei vive lì quindi i tizi idioti sono in realtà suoi ospiti che dovranno aiutarla con le faccende domestiche.

Il milfone di plastica, qui al suo meglio

Iniziano subito le “cose strane” ovvero la proprietaria non possiede la chiave della cantina, la proprietaria parla in modo losco con un poliziotto mezzo messicano che bazzica sempre da quelle parti e poi, ovviamente, durante la notte la TV si accende ad minchiam.

Per questo Pinocchio si sveglia nel cuore della notte e prende da non si sa dove un coltello lungo quanto un braccio e se ne va in cantina che adesso però è magicamente aperta (???). Qui trova la Zoccola che sta sonnambulando vicino ad un’ascia (???) e ad una cassetta degli attrezzi. La riporta in camera, dopo aver avuto strane visioni e tutto finisce lì.

Seguono interminabili minuti (pochi in realtà ma sembrano molti di più) con la classica scena di lei che racconta tutto ma non viene creduta anche perchè, in effetti, il tutto poteva esser stato benissimo un episodio di sonnambulismo, visto che anche il Cornuto conferma questa possibilità. Però niente, Pinocchio lì non ci vuole stare perchè è un uogo strano dove c’è qualcosa che non va.

Pinocchio arriva a questa epifania dopo mezzo episodio sospetto perchè il film dura solo 1 ora e 18 quindi bisogna fare in fretta e bruciare le tappe, quindi la suspence viene tagliata e tutti i luoghi comuni degli horror (che sono motli) devono essere presentati più in fretta possibile. Che il regista mica ha tempo da perdere, deve tornare a dar da manciare alle oche.

Nel frattepo il milfone di plastica proprietaria di casa è intenta a parlare con l’agente Tortilla e nonostante lui sia sospettoso della gente che lei ha in casa, viene convinto dal milfone che “tra di loro c’è quella giusta”. Vai a capire giusta per cosa.

La sera dopo Pinocchio fa degli incubi su una persona che si impicca in cantina e si sveglia di nuovo. Instagram Nazi profferisce le prime parole chiedendole cos’abbia ma lei la tranquillizza dicendo che sente dei rumori in cucina (???) quindi va al piano di sopra.

Peccato che la cucina sia al piano di sotto. Vabbè comunque va in cucina, poi va nella camera del fratello e gli chiude la finestra (chi cazzo gliel’ha chiesto), poi torna a letto e vede una specie di piptstrello. Bah.

Pinocchio vuole vederci chiaro, torna in cantina, prende la cassetta degli attrezzi e lì fa una scoperta allucinante. Ma a noi non è dato spaere cosa. Il regista non ci fa vedere ciò che lei legge ma se lo tiene per se. Quindi noi vediamo la tipa che sclera e piange e non sappiamo perchè. Minuti dopo, Pinocchio viene fermata dal milfone; le due chiacchierano e viene fuori che Pinocchio è la figlia naturale del milfone, abbandonata dal padre in quella casa nel remoto 1992 e data in adozione.

In mezzo a tutto ciò Pinocchio fa delle ricerche su Google e scopre che le servono dei bastoncini di salvia. E come si incazzerà quando suo fratello non glieli comprerà!!!

Pinocchio scazza di brutto vuole andarsene ma la macchina non parte. Adesso, il clichè della macchina che non parte ha senso se sei rincorsa da un’orda di zombi o se c’è un pericolo imminente. Se piazzi la scena nel mezzo del nulla mentre gli altri sono in casa a farsi i cazzi loro, non c’è nessuna suspence e la scena non ha senso! Comunque scopriamo che nessuna delle macchine va (0 su 3), quindi niente bisogna stare in casa.

La sera c’è la festa della Zoccola che compie gli anni e per l’occasione vengono invitati dei trucidissimi amici tra i qualli annoveriamo Mister Infradito, Jane Tettona, Peggy la Burrosa, la cinese di turno e altri inutili ammassi di cellule. E qui finalmente capiamo (ma nessuno voleva capirlo) dal raccondo di Jane Tettona (complimenti per le minne) e Peggy la Burrosa che in quella stessa casa nel 1892 una donna aveva ammazzato i genitori e si era impiccata davanti alla figlia. 100 anni dopo nella stessa casa, nel 1992 il fantasma si ripresenta, proprio in occasione della nascita di Pinocchio, la cui madre si ammazza impiccandosi. Ebbene il milfone sta cercando di “riportarla a casa” per perpetrare la tradizione di…non so cosa. Però la vuole in casa con lei.

Eh, no…purtroppo rimarrà vestita

Per questo, con l’aiuto di uno spirito maligno che sembra Sbirulino nel giro di un minuto e venti il milfone ammazza tutti i presenti alla festa senza nessun motivo apparente iniziando da Peggy la Burrosa, proseguendo con Jane Tettona, Mister Infradito ecc…Ovviamente non si vede un goccio di sangue ma solo bocche sformate, tipo maschera di Scream. Rimangono in casa solamente la cinese (della quale ci dimenticheremo presto, come anche il regista che non ci fa più avere sue notizie) e il gruppo originale, tutti ubriachi nonostante in totale abbiano bevuto mezzo bicchiere di Whisky della Lidl (giuro, si vede anche il Cornuto che beve mezzo dito e stramazza al suolo).

Il raccapricciante Sbirulino

Il milfone e lo spirito Sbirulino stanno appostati davanti alla finestra, dando con molto fair play il tempo ai nostri idioti di spiegare la storia delgi omicidi, delle visioni eccetera, quindi dal nulla si decide che ciò che serve per farla finita è un esorcismo. E qui casca a fagiuolo Don Sfigato che, andando regolarmente in chiesa è ovvio sappia fare un esorcismo, no? D’altronde hanno fatto lo stesso ragionamento con il regista del film, se sa tenere in mano una cinepresa, sa dirigere un film!

Insomma i nostri eroi, che non riescono a scappare dalla casa perchè imporvvisamente tutte le finestre sono fatte di adamantio, si imbattono nel milfone e la legano in modo sommario mentre lei si dimena in un modo che fa talmente pena che non fa nè schifo nè compassione e dal nulla ciccia fuori l’agente Tortilla che non si sa come sia potuto entrare; questi vede camionate di morti in giardino, i ragazzi mezzi ubriachi che legano il milfoe e cosa fa? LI STA A GUARDARE. Cioè, non è che li prende e li arresta, no, sta lì con le mani sui fianchi a controllare.

Bah per farla corta, Don Sfigato “fa un esorcismo” ripetendo cose a caso mentre il milfone compostamente si dimena, l’agente Tortilla gli suggerisce che la cosa migliore da fare sia suicidarsi, gli dà la pistola e lui PAM si ammazza davanti agli occhi estasiati di Pinocchio che vedremo nell’ultima scena con dei paurosissimi occhi rossi (uuuuu che paura!) che finalmente è “tornata”

Nel film oltre a non esserci tensione nè trama, non c’è neppure l’ancora di salvataggio di ogni filmaccio che si rispetti: tette e culi. Non se ne vede nemmeno l’ombra, sicchè il tutto si risolve in una perdita di tempo. Una cagata di livello sesquipedale che ci ricorderemo solo perchè è di un irritante che fa venire voglia di spaccare la TV.

Ah a proposito ad un certo punto il regista voleva buttare nel calderone anche qualcosa sulle bambole assassine ma poi se ne è dimenticato e a fine film vedremo la bambola dove la avevamo lasciata.

Scena imperdibile

I titoli di coda

Citazioni

Che schifo

(chiunque su “American Poltergeist”)

In definitiva

Una colossale schifezza. Non guardatelo mai.

Valutazione

Regia 0
 Trama 1
Recitazione 0
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 0.6
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6 thoughts on “#179. American Poltergeist (2015)

  1. Oohhhhh finalmente sei tornato! ^_^
    Ti ho evocato proprio l’altra settimana per “Alligator X”, ma pensavo che non lo avessi notato: sono onorato di averti evocato così da tornare ad imperversare con tanti nuovi filmacci!
    Ormai termini come Poltergeist o Amityville appartengono ad un glorioso passato che è stato insultato in ogni modo, e vengono usati solo dalle porcate più invereconde: se poi c’è una bella locandina, come in questo caso, bisogna scappare lontano lontano 😀
    Ti ringrazio per la perla che mi hai fatto conoscere e spero parlerai anche degli altri filmacci che hai visto questi giorni.

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      1. Purtroppo sembra la parola chiave di canali (televisivi o digitali) sia “risparmio”, e le porcate sono super-economicissime. Le compri a chili e ti ci riempi i palinsesti: non mi stupisce quindi sapere che anche Netflix è passata al lato oscuro dell’horror…

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  2. io in tardo agosto mi son visto Jurassic Shark, e qualcosa mi dice che avresti preferito veder quello. 🙂
    Almeno l’audio era così di merda che spesso i dialoghi erano coperti dal rumore di foglie secche calpestate, quando gli “attori” non gli bisbigliavano, od al contrario quando c’è il rimbombo come se qualcuno avesse girato la scena nella tromba dell’ascensore, e si sente tutto male, perchè non avere un microfono semi-decente non ti impedisce di girare filmacci del genere.

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      1. No no, quel film non è su Netflix, c’è spazzatura, ma non a questo livello, almeno, non di standard (c’è Shark Lake, che ho recensito, ma potevo anche non vederlo, uno dei film più “inutili”, così mediocre che avrei quasi preferito monnezza che almeno mi tiene sveglio e non è istantaneamente dimenticabile) . Devi andare di import dall’uk per Jurassic Shark, e non scherzo quando la parte migliore è il logo che costerebbe cause, se servisse ad ottenere qualche soldo indietro da distributori e produzioni dal budget “quello che c’è nel frigo e la paghetta di 3 mesi della nonna”.

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