#180. Satanic (2016)


Flash review (potrebbe contenere spoiler): Non date mai retta ad una coppia composta da un cinese mezzo emo e da una emo mezza vacca

Satanic è un film del 2016 di Jeffrey Hunt, precedentemente cameraman e elettricista datosi alla regia. Protagonista principale è Sarah Hyland che, oltre ad aver fatto ciò che sapete, ha fatto filmoni come “Scary Movie 5” (2013) di Malcom D. Lee e David Zucker

Anno: USA 2016

Sceneggiatura: Anthony Jaswinski

Regista: Jeffrey Hunt

Cast: Sarah Hyland, Steven Krueger, Justin Chon, Clara Mamet, Sophie Dalah, Anthony Carrigan, Marc Barnes, Stevin Knight

Durata: 85 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Due cugine con i relativi fidanzati sulla via di Coachella si fermano a Los Angeles per un paio di giorni per visitare alcuni luoghi legati al culto del satanistmo, nonostante la riluttanza di due di loro. Qui si imbattono in uno scontroso gestore di un negozio di articoli occulti che seguono fino a casa scoprendovi un rito durante il quale una ragazza sta per morire. Scappano appena in tempo e, quando la ragazza si ripresenta loro, decidono di aiutarla e invitarla nel loro appartamento. Qui lei inizia fare strani discorsi e dopo poco si suicida, lanciando una terribile maledizione sui ragazzi.

Recensione & Commento (appassionato)

Ancora una volta, questo è il resoconto di quanto possa essere deleterea una giornata a casa, fatta di tanta pioggia e Netflix a disposizione.

Si sa che giornate del genere servono esclusivamente a guardare filmacci, nulla che possa impegnare il cervello più di quel tanto che basta per stare in vita. Non hai voglia di vedere nulla di impegnativo e contemporaneamente sai che la schifezza che guarderai ti lascerà con la voglia di ordinare una pizza e dimenticare tutto.

Ebbene scorri il catalogo di film e i imbai in Satanic che cerca di vendersi ai tuoi occhi con un bel faccione con la bocca cucita e gli occhi completamente neri; lo seleziaoni sapendo già che se sei su Netflix, prendi un horror e il titolo del film è composto di una sola parola, peraltro banale, l’esito sarà nefasto. Ma vabbè.

Leggi Satanic e pensi a diavoli, sette e robaccia simile. Guardi il film e dici “…e quindi?”. Sì, ok, qualcuno racconta un po’ di fregnacce, talvolta anche a sfondo storico (ad esempio si parla della chiesa di LaVey e degli omicidi della gang di Charlie Manson), si intravede una setta ma nulla più.

Anzi, il film si trascina stancamente per più di 40 minuti in cui non succede un’emerita mazza. Ma dovevamo aspettarcelo, visto che MarVista è il nome che si cela dietro la produzione di questa roba qui.

Praticamente questi 4 tipi, una coppia seminormale e una decisamente da cassonetto vogliono andarsene bellamente al Coachella e si fermano due giorni a Los Angeles. Qui, seguendo l’interessantissimo itinerario pensato dal mezzo emo cinese si perdono in un mare di posti opinabili tipo la villa dove Manson e i suoi sommisero una strage, postacci luridi di vario genere e un ameno negozietto di roba similpseudo satanico-magico-esoterico gestito da un tipo con l’alopecia parecchio incazzato che gestisce nel retrobottega un corso di occultismo.

La trama fa parecchio brodo da tutte le parti. Il regista, convinto che mettendo molta carne al fuoco il risultato possa essere più succoso non si rende conto che tutta quella roba se non viene girata e condita bene, si brucia. Ci vengono proposti il sopracitato mezzo occultista, la sua setta casalinga domiciliata in culo al deserto (della quale ovviamente non sapremo più niente), ci viene fatta vedere una giovincella dedita alla sua bislacca religione che lancia anatemi di cui però non si sa la provenienza e altre amenità varie. Peccato che tutto l’intreccio (o meglio l’intrigo) non si sciolga nel finale, monchissimo e brutto da far paura.

Ad esempio, il nostro buon occultista ci viene presentato ad inizio film e sembra quasi che il suo ruola possa essere d’aiuto e poi puff, lo rivediamo a metà film prendersi due pizze in faccia e ce ne dimenticheremo. Ma poi la tipa mezza sgozzata alla cerimonia? Ok è mezza matta, disegna pentacoli sui muri, dice che tutti moriranno, ma poi chi è che li fa morire e come cazz muoiono sti qui?

Immaginiamo che c’entri Satana ma quando la gente muore (in modo molto approssimato e tirato via alla grande) perchè non ci vengono dati indizi sul disegno che sta dietro a queste morti e soprattutto come cavolo avvengono. Vediamo gente sciolta sui soffitto e non sappiamo perchè, vediamo il cinese che fa pendant con una ringhiera ma non capiamo come ci sia finito lì. Vediamo i soliti clichè della ragazzetta leggermente più prudente che ovviamente è la final girl mentre tutti gli altri muoiono in base a quanto sono alternativi (prima la vacca mezza emo, poi il cinese, infine il belloccio) ma alla fine della fiera non si continua a capere se il diavolo c’entra qualcosa, se non c’entra e perchè decide di far fuori sti tizi.

Vediamo anche spuntare fuori una tavola ouija senza che nessuno sappia perchè e che viene utilizzata per prendere per il culo la emo di turno chiedendole l’analogo triviale di una fellatio.

Sembra che il pentacolo disegnato dalla schizzata sui muri della camera dei ragazzi abbia aperto un portale attraverso il quale sia entrata una morta decenni prima, ma perchè questa dovrebbe ammazzare gente random?

Ma la cosa che lascia più interdetti è: perchè nel finale quando la nostra protagonista sta fuggendo da non-si-sa-chi all’interno di un palazzo abbandonato si affaccia alla finestra e vede se stessa con i suoi amici che arrivano in macchina, come ci era stato mostrato all’inizio del film? Nulla ci aveva preparato a questa visione ciclica della narrazione, ma tranquilli, il regista se ne dimenticherà subito e lascerà anche questo filo penzolante nel nulla. Sembra di vedere quelli che nelle discussioni buttano lì una provocazione o una roba fuori tema per vedere se qualcuno la recepisce e, quando nessuno se li incula, lasciano perdere.

Poi vediamo l’ulima scena dove all’improvviso una luce si spegne sulla protagonista che non stava facendo niente di particolare e il film si chiude, lascianodoci parecchio incazzati.

Insomma un film fatto alla cavolo, girato alla cavolo, senza idee e senza cast. Unica presenza “di nome” è la protagonista, Sarah Hyland, celebre per essere nel casto di “Modern Family”, ma non che questo possa garantire sulla qualità del prodotto, anzi.

Citazioni

 

In definitiva

Un film che lascia mille interrogativi aperti, ma non del tipo “chissà chi sarà il colpevole” o “chissà cosa succederà poi al protagonista” ma roba del tipo “ma chi me l’ha fatto fare”?

Valutazione

Regia 2
 Trama 1
Recitazione 2
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 2
Voto complessivo  1,8
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4 risposte a "#180. Satanic (2016)"

  1. La MarVista colpisce ancora! Io la sto riscoprendo in questi giorni per i suoi filmacci assurdi mandati su Cielo, ma vedo che escono fuori da tutti i pizzi ^_^
    L’attrice è deliziosa e trovo incredibile che passi da “Modern Family”, uno dei prodotti di serie A più premiati della televisione moderna, a minchiate assurde tipo questa, dove di solito lavorano le amanti dei registi improvvisati e gli attori falliti per pagarsi gli spacciatori. Spero che faccia carriera ed arrivi… alla Asylum! 😀

    Piace a 1 persona

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