#188. Malabimba (1979)


Flash review (potrebbe contenere spoiler): In un bel castello una mignotta e una ragazza posseduta la sganciano alla grande al resto della famiglia. E a tutti va bene così.

Malabimba è un film del 1979 di Andrea Bianchi. Protagonisti sono la meteora Katell Laennec, Patrizia Webley, già vista in film come “La Sanguisuga Conduce la Danza” (1975) di Alfredo Rizzo, Salon Kitty (1976) di Tinto Brass e “Le calde notti di Caligola” (1977) di Roberto Bianchi Montero, Enzo Fisichella, che rivederemo nel 1979 in “Play Motel” di Mario Gariazzo, Giuseppe Marrocco, Elisa Mainardi, Giancarlo Del Duca che sarà anche nel remake “La Bimba di Satana” , Pupita Lea e Mariangela Giordano, vista anche in “Patrick Vive Ancora” (1980) di Mario Landi e in “Le Notti del Terrore” (1981) sempre di Andrea Bianchi.

Anno: ITA 1979

Sceneggiatura: Piero Regnoli

Regista: Andrea Bianchi

Cast: Katell Laennec, Patrizia Webley, Enzo Fisichella, Giuseppe Marrocu, Elisa Mainardi, Giancarlo Del Duca, Pupita Lea, Mariangela Giordano

Durata: 87 minuti

Recensione & Commento (appassionato)

Malcelato sotto lo pseudonimo di Andrew White, fedele traduzione del suo nome, Andrea Bianchi dirige questo horror demoniaco sull’onda, ovviamente, de “L’Esorcista” (1973) di Willliam Friedkin, mescolandolo, come è d’obbligo per ogni buon regista italiano di genere, con l’erotico e con il pornografico. La storia è quella abbastanza canonica della ragazzina posseduta da un’entità maligna che questa volta perlomeno non è Satana, che inizia a comportarsi stranamente e che riuscirà infine a salvarsi grazie al sacrificio della vittima di turno, questa volta una suora, interpretata da Mariangela Giordano. Il film fu “allungato” con inserti pornografici realizzati da controfigure, meno fini a se stessi di molti atri inserti visti in altri film, ma comunque utili solo per aumentare il minutaggio e per essere più vendibili su alcuni mercati stranieri, soprattutto quello francese. Il film fu “rieditato” qualche anno dopo da Mario Bianchi (i due registi non sono parenti) che nel 1982 realizzò “La Bimba di Satana” con meno storia e molto, molto più porno e stavolta senza controfigure.

Pur essendo un film chiaramente di genere e chiaramente non di serie A, la storia vive di alcuni momenti divertenti e/o ben realizzati: le scene a maggior tasso erotico, quelle con la prorompente Patrizia Webley sono ben realizzate e anche i momenti in cui la meteora Katell Laennec si prodiga in effusioni con la Giordano non sono affatto male (anche se talvolta forse le scene sono allungate un po’ troppo); sempre comiche, ovviamente, le scene del turpiloquio di Bimba che ci regalano le migliori perle del film. L’ambientazione del film, lo splendido ma polveroso castello ben si abbina alla storia e al “lignaggio” della famiglia Caroli e ai loro sotterfugi e intrighi. La madre di famiglia è divisa dalla necessità di mantenere il buon nome e il possesso del castello e la volontà di “far fuori” il figlio ormai in stato vegetativo, mentre il figlio Andrea, rimasto vedovo cerca in ogni modo di resistere alla avances dell’arrampicatrice sociale (per non dire puttana) Nais, desiderosa di rifarsi una vita, ama soprattutto di farsi fiocinare alla grande dopo tutti gli anni trascorsi al capezzale del marito costretto su sedia a rotelle. Tra i due c’è un’evidente passione ma anche un poco cortese disprezzo, soprattutto da parte di Andrea che teme che la donna voglia solo mettere mano alle ricchezze di famiglia. Certo Nais con il suo corredo fotonico di poppe e una voglia di minchia da rasentare la ninfomania patologica non è che rende il compito facile ad Andrea che in effetti dopo alcuni rifiuti si decide a farle assaggiare un po’ del suo araldico bastone.

In questa situazione non proprio idilliaca la piccola Bimba, da sempre reclusa nel castello, non è che faccia sta gran vita e quando il male (ovvero l’anima della defunta madre Virginia) si impossessa di lei, inizia a sputtanare tutti e a comportarsi esattamente come si fa nel resto della famiglia: da zoccola.  Prima inizia a sproloquiare con la nonna dandole della puttana (giustamente), poi si rivolge nello stesso modo al padre (e prova pure a baciarselo e a toccacciarlo), ma lui invece di reagire ci rimane di merda, poi da’ della puttana a Nais che ne ride (sa benissimo di esserla e, anzi, se ne vanta pure) e in un crescendo di follia fa prima un ciuccione allo zio paralitico così ben fatto che lui ci lascia la ghirba (ma almeno lascia il nostro mondo con un sorriso) e poi ci prova con la suora arrivando a farla spogliare e quasi quasi a metterle le mani nel sacro boschetto. Costei per la vergogna decide di farla finita e si butta dalla cima del castello mettendo fine alla maledizione.

Come anticipato il film vive MOLTO sulle scene erotiche, anche ben fatte, ma spesso allungate oltremodo fino a diventare tediose, mentre gli inserti pornografici, messi a sprazzi qua e là non sono altro che uno specchietto per le allodole per maschi infoiati. La recitazione di tutti è straimpostata e oltremodo teatrale e forse l’unica a salvarsi è proprio Bimba intrpretata dalla Laennec, autentica meteora del cinema, qui al suo primo e unico film. E anche la Giordano, con la quale di norma si va abbastanza sul sicuro. Diciamo che per il tipo di film che è, Malabimba non sfigurerebbe neanche, ma se lo mettiamo a confronto con tutti gli altri film del periodo risulta più un modo per incassare facile con un po’ di tette e culi che altro.

Scena imperdibile

Se vogliamo escludere le debordanti forme di Patrizia Webley, che non lesina nudi integrali e babydoll da far girar la testa ai morti le scene veramente godibili sono due: la prima è quella della “possessione” di Bimba che smatta alla grande a cena in un profluvio di insulti che ricorda, anche per l’ambientazione aristocratica, lo sbiello di Ippolita Oderisi in “L’Anticristo” (1974) di Alberto De Martino, la seconda è quella del gargaglione che Bimba pratica allo zio, ma sopratutto le facce dello zio stesso che quasi quasi dalla perfezione dell’opera recupera l’uso delle gambe, fino a collassare in un coito fulminante.

Citazioni

Porci. Siete solo un branco di luridi porci da salotto!

Pervertiti, ipocriti, MIGNOTTE!

Nais può andare bene per lui che ha sempre avuto la mania per le mignotte di terz’ordine

Io dico quello che voglio, non rompere il cazzo!

Alla mia età stavi già scopandoti uno per uno tutti gli amici di mio padre

In definitiva

Un filmaccio che ha dei sussulti di vero b-movie ma che in generale risulta forse un po’ pesante. Le scene erotiche sono anche decenti ma paradossalmente sono quelle porno che rallentano il ritmo e fanno dormire.

Valutazione

Regia 5
 Trama 3
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 4
Voto complessivo  3,8

6 risposte a "#188. Malabimba (1979)"

  1. la screenshot della “consecutio soffoconis” dello zio è da bacio dello chef. XD

    sfogliando l’Enciclopedia, ho visto che ti “manca” roba tipo “2000 Maniacs” o “Color Me Blood Red” di Herschell G. Lewis, non una critica, più un appunto. Un consiglio è “The Body Shop” del 1972, una specie di Frankenhooner ante-litteram da J.G. Patterson, che lavorò con – pensa te – Herschell e poi provò ad esserlo… una versione ancora più povera, si intende, nonostante sia difficile immaginare una cosa del genere. Effetti notte di girato con sceriffi sul bordo strada che non si incastra manco per sbaglio con il resto, riuso della nudità dell’unica attrice che l’aveva nel contratto per far sembrare che ci fossero più donne nude, un assistente gobbo di nome Greg che parla in grugniti come Chewbacca, set per risurrezione fatti di stagnola, il ciak visibilissimo in alcune scene (stile microfono in Dolemite), bizzarra musica ripetitiva, ed una sceneggiatura che sembra mai finita.

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    1. Un giorno avevo un sogno: quello di recuperare più titoli possibile della collana Something Weird Video (del quale fa parte anche “The Body Shop”): il problema è che sono un casino e faccio fatica a trovarli. So già che se ce li avessi sotto mano il mio cuore da cultore di schifezze inguardabili si scioglierebbe all’istante. Cercherò di rimediare…

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      1. La Something Weird Video (che già conoscevo) è ancora attiva, ed ha un sito di ecommerce anch’esso attivo, (DVD, Blu Ray, download diretti) a c’è diversa roba nel catologo, non The Body Shop purtroppo, per una versione fisica di esso mi sa bisogna ancora “cacciare” VHS su siti di aste varie. Buona caccia!

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      2. Sisi, il loro sito è stabilmente nella lista dei preferiti. Se solo ci fosse una bella opera omnia (o quasi) che includa un bel po’ di film non sarebbe male. Prenderli uno pr volta mi costerebbe un rene!

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