#193. The Slumber Party Massacre (1982)


Flash review (potrebbe contenere spoiler): Tette, culi e un maniaco che avrebbe bisogno del viagra

 

Anno: USA 1982

Sceneggiatura: Rita Mae Brown

Regista: Amy Holden Jones

Cast: Michele Michaels, Robin Stille, Michael Villella, Debra Deliso, Andree Honore, Gina Mari, Jennifer Meyers, Joseph Alan Johnson, David Millbern, Jim Boyce, Pamela Roylance, Brinke Stevens

Durata: 77 minuti

Recensione & Commento (appassionato)

Se in italia a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 abbiamo avuto l’età d’oro del cinema di genere, con una valanga di registi che si sono ingegnati con mestiere a creare dei veri e propri sottogeneri spesso con budget limitati ma con risultati che, nonostante le palesi mancanze, sono stati rivalutati e acclamati da molti cineasti anche in tempi recenti, negli Stati Uniti negli anni ’80 ci fu un vero e proprio proliferare di film horror low budget, sorta di antesignani dei teen horror degli anni ’90 ma più “sporchi”. I film, diciamo, alla “Sleepaway Camp” (1983) di Robert Hiltzik che seguono tutti il canovaccio di studenti o ragazzi intrappolati in case o in campeggio e alle prese con un killer sanguinario. Una sorta di seconda giovinezza del genere slasher, spesso contaminato con una buona dose di splatter. Sono film di serie B, sia chiaro, produzioni a basso o bassissimo budget ma che nell’america dei drive in e dei cinema di mezzanotte riscuotevano il successo che permetteva loro di rientrare delle spese e di farci anche qualche soldino extra.

Fin qui tutto regolare…

In questo filone rientra appieno The Slumber Party Massacre, autentica icona dei b-movies made in USA che ha tutto quello che serve per essere un b-movie gagliardo: killer psicopatico, morti assurde, sangue e tette. E questo nonostante la regia sia in mano femminile: Amy Jones sa che è questo ciò che serve e che fa vendere i film e quindi butta nel secchio un sacco morti truculente e tette ballonzolanti, ovviamente senza raggiungere le vette di gente del calibro di Fred Olen Ray o di Jim Wynorski, ma appreziamo lo stesso.

Facci sognare…

 

Il canovaccio che segue il film è estremamente semplice: c’è un killer del quale non sappiamo nulla, nè come si chiama, nè la sua storia che si diverte ad ammazzare giovani ragazze (e non solo, lo scopriremo) con un trapano gigantesco e c’è un gruppo di ragazze chiuso in casa per un pigiama party che viene irrimediabilmente decimato. Insomma una soggetto che si scrive in dieci righe e che nonostante sia scarno al limite dell’inesistente risulta estremamente godibile. Come detto siamo un film di serie b di un’ora e un quarto dove l’azione deve essere condensata il più possibile e che deve essere senza fronzoli, quindi chissenefrega della storia del killer, chissenefrega di quello che fa e perchè lo fa, quello che vogliamo è solo sangue e omicidi e, ovviamente, tette. La Jones non si contiene più di tanto e sebbene per gran parte del film le ragazze saranno vestite, ma spesso in modo provocante e con vestiti che lasciano poco all’immaginazione, ci regala anche una lunga scena nelle docce della scuola introdotta da un primissimo piano di un gran bel pezzo di culo. Il film non avendo bisogno di spiegazioni non è che si fa attendere molto e vediamo già in una delle prime scene comparire la mano del killer che ruba una bambola dal cestino dei rifiuti. Pochi minuti dopo ed ecco che già scopriamo come è fatto, che faccia ha e come uccide. Perchè non siamo in un giallo o in un thriller, non dobbiamo scoprire chi è l’assassino, quindi facciamolo pure vedere subito, così almeno ci togliamo un pensiero.

In origine The Slumber Party Massacre doveva essere una parodia del genere slasher ma finì per diventare un film horror a sè, seppur ancora intriso di umorismo, a volte involontario. Come ogni buon b-movie che si rispetti ha alcuni errori, scene gratuite e momenti imbarazzanti, il primo dei quali è la partita a basket tra le ragazze, puro riempitivo che serve solo da innesco alla scena della doccia: vedere quelle lì giocare fa venire male al cuore, sembra di vedere i bmbini di tre anni che giocano a pallone o dei pulcini intorno alle briciole: per carità in quasi ogni film dove ci sono attori che si cimentano nello sport c’è sempre un’alone di finto e di incapacità, ma qui siamo al limite del grottesco. Molte delle pose plastiche delle vittime sono da cineteca: occhi sbarrati, bocche aperte, cadaveri che piombano dal soffitto senza motivo apparente…nel finale “catartico” c’è pure un ambulanza in lontananza chiamata da chissà chi.

Le scene che vedono il killer in azione, un killer che potrebbe essere anche ispanico e che ha parecchie difficoltà ad esprimersi, sono sempre godibili e il body count del film è degno di un action movie con Schwarzenegger: addirittura ad un certo punto il killer rimane perplesso dalla notevole quantità di cadaveri che ha accumulato nel bidone della spazzatura e non sa più dove metterli. Vediamo petti trapanati, teste trapanate e altre amenità varie, anche se il top si raggiunge con il ragazzo delle pizze i cui occhi sono stati estratti dalle orbite.

“Mi bruciano un po’ gli occhi” [semi non-cit.]
Per il reparto donzelle mi sento di criticare la protagonista che poteva essere scelta perlomeno con un viso un po’ meno incazzato. Reparto poppe vinto a mani basse dalla ragazza nera che porca pupazza non vedremo mai nuda ma ci farà sognare con uno sballonzolamento continuo di mammelle da far girar la testa (qui siamo sulla quarta abbondante…abbondantissima), mentre il reparto chiappe è stravinto dalla ragazza in primissimo piano all’esordio della scena della doccia (e c’è da dire che anche ad avantreno non è messa male per niente).

Qualcuno è arrivato in prima base

Scena imperdibile

Questo è uno di quei film senza grosse scene madri che però si lascia vedere tutto d’un fiato dall’inizio alla fine, ma se proprio devo scegliere opterei per i deliri delle scene finali quando le ragazze finalmente affrontano il maniaco.

“My cock is much bigger than yours” [Cit.]

Citazioni

Y’know, I think your tits are getting bigger.

In definitiva

Il bello di The Slumber Party Massacre è che ci da esattamente quello che promette: è un b-movie, è stupido, ci sono un sacco di omicidi e carne al vento. Non delude le aspettative anche se, occorre ricordarlo ancora, non è un film da oscar…

Macchè cibo spazzatura, Kool Aid e mezzo chilo di puro zucchero!

Valutazione

Regia 5
 Trama 2
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo  4,4

3 risposte a "#193. The Slumber Party Massacre (1982)"

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