#197. Chopping Mall a.k.a. Supermarket Horror (1990)


Flash review (potrebbe contenere spoiler): Prima che Jim Wynorski scoprisse il vero potenziale delle tette si dilettava con i robot.

Supermarket Horror, noto anche con il titolo originale Chopping Mall (in origine Killbots) è un film del 1986 di Jim Wynorski. Nel cast è presente Barbara Crampton, vista in “Re-Animator” (1985) e “From Beyond – Terrore dall’ignoto” (1986) entrambi di Stuart Gordon, John Terlesky, che lavorerà ancora con Wynorski in “Deathstalker II – Duello tra Titani” (1987) e l’immancabile Dick Miller, protagonista di “Un Secchio di Sangue” (1959) di Roger Corman e di decine di b-movies, come “Evil Toons” (1992) di Fred Olen Ray.

Anno: USA 1986

Sceneggiatura: Steve Mitchell, Jim Wynorski

Regista: Jim Wynorski

Cast: Kelli Maroney, Tony O’Dell, Russell Todd, Karrie Emerson, Barbara Crampton, Nick Segal, John Terlesky, Mike Brennan, Suzee Slater, Dick Miller

Durata: 77 minuti

Recensione & Commento (appassionato)

Ad oggi Jum Wynorski è noto per essere uno dei più prolifici film di serie Z, della serie che i film dell’Asylum a confronto sembrano film di De Niro. Ciò che lo contraddistingue, oltre, ovviamente, la pessaiba qualità, è l’abbondanza di tette gratuite. Ma il buon Jim non è sempre stato un cazzone così. C’era un tempo, quando era ancora un giovane regista, in cui, pur sapendo di non essere regista da oscar ma da b-movie gagliardi, si impegnava un pochino di più, ci metteva un po’ più di cura, ci metteva le tette, ok, ma non te le sbatteva in faccia alla cazzo.

Ecco questo Jim è quello che possiamo trovare in Chopping Mall, sua seconda opera dopo il film del 1985 “The Lost Empire”, dove la trama è ridicola, ok, le tette ci sono, ok, ma almeno il film è guardabile e nella sua stupidità ha un senso logico e si lascia guardare senza momenti morti e con spunti interessanti da “vero” b-movie.

La storia gira attorno ai Killbots, dei robot che sembrano l’incrocio tra Numero 5 di Corto Circuito con la testa del robottino cazzone dei Power Rangers e che sono stati dispiegati in un centro commerciale come “pattuglie” per evitare crimini e furti. Nonostante abbiamo un laser che può tagliare agevolmente qualunque cosa (che però a volte rimbalza contro le persone, a volte le fa esplodere), fucili e frecce narcotizzanti, saranno messi in modalità “cucciolo” e interverranno solo contro chi non è previsto del cartellino.

Il problema è che questo ammasso di ferraglia è abbastanza sensibile e una sera, quando un fulmine colpisce il loro centro di controllo o qualcosa di simile, i robot scatoloni si trasformano in macchine di morte. Casualmente proprio quella sera un gruppo di cazzoni da una festa in uno dei negozi del centro e per loro i problemi saranno parecchi.

Il gruppo di 6 vive di stereotipi: c’è quello che fa il grosso, che è un idiota e biascica tutto il film (sputa quella cicca ogni tanto ECCHECCAZZO) con un mento veramente prominente, c’è quello che è un po’ figlio di puttana, c’è lo sfigato nerd. Dal lato femminile sono presenti i rispettivi alter-ego: quella puttana sboccata, quella puttana ma più timorosa e la racchia (che potrebbe essere la madre degli altri, dimostra vent’anni di più). Come da copione in questi film le persone vengono ammazzate una ad una e si salvano solo coloro che nella vita non peccano, non fumano e non scopano.

Le varie morti sono sempre ben coreografate, ci sono giugulari recise, morti per elettrocuzione (così ci lasciò le penne il buon Dick Miller), teste fatte letteralmente esplodere, voli dal terzo piano, persone date alle fiamme e altre amenità Il livello di splatter non è mai eccessivo e il sangue (che c’è) non scorre mai troppo a fiotti.

Come già detto Wynorski non sarebbe lui se non ci fossero tette e culi e Jim non delude mostrandoci dopo due minuti una sfilata fuori luogo di cinque sgallettate in costume sulle scale mobili del centro commerciale, poi le tettine oneste e graziose di Barbara Crampton, poi quelle palesemente finte della baldraccona Suzee Slater. La Slater ci delizia anche con le sue chiappe in primissimo piano in una scena che non sfigurerebbe nelle pubblicità di Intimissimi. Dato che tutte le troie muoiono nella prima metà del film bye bye boobs per i rimanenti 40 minuti, ma il film ha sempre il suo bel ritmo. L’unica che rimane vestita è, ovviamente, la racchia del gruppo che, mentre tutti gli altri trombano come animali, se ne sta con lo sfigato a guardare in TV “L’assalto dei Granchi Giganti” (1957) di Roger Corman che figura come produttore del film. Autoreferenzialità a manetta. A proposito di referenzialità (questa volta non su Corman stesso), ad un certo punto i ragazzi entrano in un negozio di armi di nome “Peckinpah”: che sia un omaggio al grande Sam?

A proposito di cliché e macchiette troviamo, come in molte produzioni di Corman in grande Dick Miller nei panni di un inserviente di nome Walter Paisley, lo stesso nome che Miller aveva nel suo ruolo in “Un Secchio di Sangue” e un cuoco italiano stereotipato alla grande, buzzone, scontroso e più lurido di una fogna.

Come da buon film di serie b ci sono armi che sparano all’impazzata, esplosioni da far rabbrividire Rambo, tra cui quella finale che, almeno in teoria, dovrebbe far saltare in aria TUTTO il centro commerciale (ma vabbè, soprassediamo…) e frasi del cazzo che hanno senso solo in film del genere (vedi “Citazioni”)

Scena imperdibile

Di sicuro l’esplosione della testa di Suzee Slater: costei, dopo averci mostrato le sue tette strizzate in primo piano e il culo in super primo piano inizia ad essere inseguita da un Killbot che quando la scova le pianta un laser in testa e la stessa esplode in un tripudio di fluidi. Questa scena vince a mani basse.

Segue una breve rassegna di carne al vento:

Piccola chicca: al minuto 66:21 l’inquadratura “taglia” a metà l’immagine di una confezione di mangime per pappagallini e da Cockatiel Starter diventa “COCK START”. Sarà un caso o Wynorski ci vuole dire che siamo in un film del cazzo?

Citazioni

Let’s send these fuckers a Rambo-gram

Computer, huh? Let’s go trash the fucker.

THANK YOU. HAVE A NICE DAY.

In definitiva

Valutazione

Regia 5
 Trama 3
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 5
Voto complessivo  4,6

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