Flash review (potrebbe contenere spoiler): Ouija, ma fatto trent’anni prima.
Spiritika, conosciuto anche con il titolo originale Witchboard è un film del 1986 di Kevin S. Tenney. Nel cast sono presenti Tawney Kitaen già vista in Bachelor Party” (1984) di Neal Israel e “Viaggio nell’Inferno” (1988) di Robby Benson, Todd Allen, Stephen Nichols, già interprete in “Chi è Sepolto in Quella Casa?” (1985) di Steve Miner e Katheleen Wilhoite che sarà anche in “Angel Heart – Ascensore per l’inferno” (1987) di Alan Parker e “La casa al nº13 in Horror Street” (1988) di Harley Cokeliss.
Anno: USA 1986
Sceneggiatura: Kevin S. Tenney
Regista: Kevin S. Tenney
Cast: Todd Allen, Tawny Kitaen, Stephen Nichols, Kathleen Wilhoite, Burke Byrnes, James W. Quinn, Rose Marie
Durata: 97 minuti
Recensione & Commento (appassionato)
Prima che negli anni ’10 (wow, fa strano dirlo) la tavola ouija fosse sdoganata definitivamente grazie al film “Ouija” (2014) di Stiles White e fosse entrata di prepotenza nell’horror, anche se spesso con esiti imbarazzanti, altri film in passato provarono a buttare nella mischia questo strano oggetto, addirittura agli albori del cinema (siamo negli anni Dieci, ma del secolo prima). Facendo affidamento a IMDb scopriamo che probabilmente Spiritika, pessimo titolo italiano di Witchboard (che potrebbe invece essere una buona traduzione per la tavola ouija) è uno dei primissimi, se non il primo film a rendere la ouija protagonista.
Il film non riscosse un gran successo al botteghino ma si è guadagnato negli anni l’aura di film cult anche se, sinceramente, non riesco molto a capirne il motivo. Voglio dire è un film come tanti altri, non è certo il peggiore ma non è nemmeno un capolavoro e non ha neanche quei guizzi tipici da b-movie che possono far innamorare i cinefili amanti del trash. Non è nemmeno uno di quei film “generazionali” che tornano in mente quando si parla di un dato periodo. E’ semplicemente un film, horror ma non molto, come moltissimi altri negli anni ’80, con una trama abbastanza telefonata e senza grosse innovazioni stilistiche. Ecco, possiamo dargli credito come battipista del genere “ouija” (che avrà più fortuna trent’anni dopo) e per aver tentato di innovare un genere come l’horror spiritico ponendo come protagonista qualcosa che era già apparso prima ma mai molto sfruttato (in effetti la tavola ouija appare anche ne “L’Esorcista” (1973) di William Friedkin).
La storia prende il via da una festa che si tiene a casa di Linda e Jim (Tawny Kitaen e Todd Allen) alla quale partecipa anche Brandon, ex fidanzato di Linda ed ex amico fraterno (ora arcinemico) di Jim. Quella sera, nonostante Brandon si professi convinto ateo snocciola una storia sugli spiriti e sulla tavola ouija che ha con se invitando Linda a contattare qualche trapassato per parlare con loro. Brandon afferma di essere da anni in contatto con un certo Daniel, un bambino di 10 anni morto “una trentina di anni fa” e viene puntualmente miscreduto da tutti. La tavola rimane a casa di Kim e Linda e lei per curiosità prova a ricontattare Daniel, riuscendoci. Per questo motivo diventa sempre più ossessionata e ad un certo punto la gentilezza di Daniel diventa violenza: prima lancia “segnali” a Linda scaraventando un coltello in terra e ricoprendolo di ketchup, poi inizia a sbatterla dappertutto fino a possederla. Cercando di mettere da parte il vecchio astio Brandon tenmta di persuadere Jim a fare qualcosa perchè è convinto che i recenti comportamenti strani di Linda siano opera dello spirito e che occorr fermarlo prima che diventi troppo potente e pericoloso. Dopo mille tentativi, finalmente Jim si convince della bontà delle argomentazioni di Brandon ed insieme si recano nel posto dove si dice sia morto Daniel. Lo spirito però ha iniziato già a fare danni: prima uccide con una lastra di marmo il collega di Jim, Lloyd, poi uccide proprio Brandon. Ormai convinto del pericolo Jim scopre che non è lo spirito di Daniel che si è manifestato, ma quello di un uomo malvagio, tal Melfeitor e proprio nel momento in cui lo scopre, orami è tardi: Linda dopo un supposto (ma mai mostrato nè dimostrato) “stupro” da parte dello spirito, viene posseduta e all’arrivo di Jim tenta di persuaderlo ad uccidersi fin quando lo stesso Jim pensa bene che sparando alla tavola ouija possa liberarla dalla possessione. E incredibilmente funziona. E tutti felici e contenti.
Come già detto il film poco dopo la sua uscita divenne un cult ma sinceramente non ci sono quei gran momenti che fanno gridare al cult. Certo, abbiamo una protagonista che in quanto redhead (reso meglio come “roscia”) ha il suo gran perchè (si sa cosa si dice delle rosse di solito…) e la vedremo seppur in modo abbastanza fugace come mamma l’ha fatta, nuda al 100% in una shower scene nella seconda metà del film. L’unica parte del film abbastanza interessante è l’ultimo terzo quando gli eventi prendono all’improvviso il sopravvento e le scene si susseguono con ritmo abbastanza serrato fino alla possessione finale (con tanto di vestiti e cappello). Certo, l’idea che per cacciare uno spirito basti rompere una tavola ouija va contro tutte le logiche, anche quelle strampalate dei film horror: se la “porta” non era la tavola ma Linda, allora cosa serve rompere la tavola? e se la porta è la tavola davvero basta spararla per interrompere tutto? Per favore.
La recitazione non è canina come in molte opere del periodo e anzi, soprattutto la Kitaen si dimostra abbastanza a proprio agio (non parliamo invece del monoespressivo Todd Allen); menzione particolare per una delle ultimissime scene, quando Jim cade dalla finestra, dove assistiamo ad uno dei più brutti effetti speciali mai girati, atroce anche per un filme “leggero” di metà anni ’80. Imbarazzante proprio.
Scena imperdibile
Citazioni
In definitiva
Non è un film da disprezzare ma di certo non l’opera cult della quale abbiamo bisogno. Si barcamena, diciamo, e in alcun i casi offre degli spunti interessanti ma tutto qui. Comunque guardabile.
Valutazione
| Regia | 5 | |
| Trama | 5 | |
| Recitazione | 5 | |
| Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) | 5 | |
| Voto complessivo | 5,0 |

Guarda cosa mi hai fatto ricordare! L’avevo visto tempo fa e devo dire che era un B movie davvero simpatico che poteva dare di più ma che riusciva a intrattenere molto bene. Il regista poi me lo ricordo per un film dal nome particolare ovvero Bad Pinocchio. Dopo aver letto quel titolo ho dovuto vederlo. Meh, ma ho visto di peggio.
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Si beh non è certo un capolavoro ma ho visto schifezze ben peggiori. Il classico b-movie per passare un’un’oretta e mezza senza pensare…
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