
Flash review (potrebbe contenere spoiler): Meglio essere ricchi e soli che poveri e vedersi questo film.
Fate la Nanna Coscine di Pollo, conosciuto anche con i titoli alternativi di Amori Morbosi di una Contessina o I Desideri Morbosi di una Contessina nella riedizione del 1983 che contiene inserti hard girati da Ajita Wilson, è un film del 1977 di Amasi Damiani. Protagonisti della pellicola sono Lida Ferro, alla sua seconda collaborazione con Damiani dopo “L’Amantide” (1975), Rita Calderoni, collaboratrice di Renato Polselli in film come “La Verità Secondo Satana” (1971), “Riti, Magie Nere e Segrete Orge nel Trecento” (1972), “Delirio Caldo” (1972) e “Torino Centrale del Vizio” (1979) e già vista anche in “Nuda per Satana” (1974) di Luigi Batzella, Gianni Dei, già visto in “Patrick Vive Ancora” (1980) di Mario Landi e Marina Lotar, storica pornoattrice già vista in “Emanuelle in America” (1976) di Joe d’Amato.
Anno: ITA 1977
Soggetto: Amasi Damiani
Sceneggiatura: Amasi Damiani
Regista: Amasi Damiani
Cast: Lida Ferro, Rita Calderoni, Gianni Dei, Aldo Massasso, Marina Lotar, Andrea Aureli, Ajita Wilson (inserti hard)
Durata: 89 minuti
Recensione & Commento (appassionato)
E’ solo ed esclusivamente uno il motivo che mi ha spinto alla visione di questo film e, di conseguenza, a recensirlo: il titolo. Sinceramente è uno dei più strani che io abbia mai sentito per un film e dopo aver letto qua e là che la filmografia del regista Amasi Damiani è abbastanza oscura e poco conosiuta mi sono incuriosito.
Del film esistono due versioni, quella originale, intitolata fantasticamente “Fate la Nanna Coscine di Pollo” che riprende un messaggio lasciato ai protagonisti del film, datata 1977 che riscosse scarso successo a fronte di una distribuzione puttosto limitata, e una del 1983 chiamata Amori Morbosi di una Contessina o I Desideri Morbosi di una Contessina come appare in alcune locandine che venne rieditata inserendo spezzoni hard girati da Ajita Wilson, storica attrice hard che negli anni 80 interpretò diverse pellicole a loro modo estreme spesso incentrate sulla promiscuità sessuale e sulla transessualità, proprio per il fatto che la Wilson nacque uomo con il nome di George Wilson.
Nel film è presente un’altra attrice che intraprenderà la carriera nel porno, ovvero Marina Hedman, nota anche come Marina Lotar e, dopo il matrimonio con il compianto Paolo Frajese, Marina Frajese; Rita Calderoni invece è ad una delle sue ultime apparizioni: dopo la doppia collborazione con Damiani del 1977 (reciterà con lui anche nel film “D’Improvviso al Terzo Piano”), avrà parti in soli tre film, fino al ritiro nel 1983. Nella parte della Contessa abbiamo invece Lida Ferro, “musa” e conterranea di Damiani che la dirigerà in 4 dei 6 film da lei interpretati.
Passiamo ora al film, partendo ancora dal titolo che richiama una ninna nanna per bambini; non a caso se provate a cercare in rete i primi risultati sono tutte canzoncine di questo tipo. Sinceramente non riesco proprio a capire che cavolo ci incastri con il film. Non c’è nulla che possa richiamarlo, neanche una roba passata anche solo per un fotogramma.
Trovare il DVD del film è (credo) impossibile, quindi la versione che ho visto è un orrendo rip da VHS di qualità terrificante, ballonzolante e tremendamente sovraesposto, quindi rinuncio a mettere immagini perchè si capirebbe veramente poco.
La trama, abbastanza semplice, vede tre amici invitati da una ricca contessa a soggiornare presso una delle sue ville abbandonate presso la quale è nascosto un tesoro: chiunque lo trovi potrà tenerselo. Il fine ultimo della contessa è quello di dimostrare che non c’è nulla da invidiare nella ricchezza perchè essa rende soli e odiati e che anche l’amicizia può essere messa a dura prova e addirittura spezzata dall’illusione della ricchezza. All'”esperimento” partecipano Silvia, Simone e Mary e, come pronosticato dalla contessa, i tre non solo perderanno l’amicizia, ma addirittura la vita.
Fate la Nanna Coscine di Pollo è un film lento, letargico e dove non si vede l’ombra di colpi di scena che l’atmosfera misto thriller-mystery poteva lasciar presagire; è inoltre un film scontato, che si sa benissimo dove andrà a parare e nel quale non ci si riesce ad indentificare con i protagonisti, meno che meno con Simone, autentica carogna supponente che fa la fine che si merita.
Seriamente, questo film fa pensare a qualche bella decina di metri di pellicola sprecata perchè se è vero che in qualche modo riesce a veicolare il messaggio (che poi è tutto da confermare e, in caso, analizzare più in dettaglio) che la ricchezza rende soli e senza amici, dall’altro lo fa senza un minimo di passione o trasporto e lora e mezza di visione si tasforma in una noiosa attesa del finale che non riserva sorprese nè colpi di scena. Non si può ascrivere quindi il film nè al genere horror, come talvolta è accreditato in rete, nè al giallo, dacchè mancano tutti gli elementi del genere, ma neppure al sottogenere mystery perchè di misterioso non c’è proprio nulla, a meno che voi non riteniate “misterioso” il fatto che delle persone cerchino un tesoro. E nonostante il nome di Marina Lotar non è neppure erotico, dato che ci sono un paio di scene di nudo fugaci ma nulla di realmente esibito.
Se il criptico messaggio recapitato agli amici (che è pure il titolo del film) poteva lasciar presagire ad una serie di indizi cervellotici per arrivare al tesoro (e avrebbe ulteriormente aggiunto mistero al mistero magari il ftto che un vero tesoro potesse anche non esistere) lo svolgimento del film è solo una sequela di liti e invidie, di morti senza pathos e senza senso e di comportamenti esagerati dettati dal nulla.
Per questa via Simone si dimostra subito un arrogante bastardo, lanciando giudizi a destra e a manca, che offende e vede complotti ovnque prima ancora che si sviluppi una storia che veda davvero gli amici competere tra di loro.
Amici poi in che modo? Silvia si riferisce a loro stessi come “amici” ma mai nel film ci è dato sapere se questo fosse vero, anzi, sembrano da subito persone che si conoscono appena e che non si sopportano, quindi a ben vedere l’obiettivo della Contessa di “rompere” l’amicizia con il denaro si rivela una baggianata perchè lì di amicizia non ce n’è neppure l’ombra.
All’interno dei 90 minuti ci sono poi scene e situazioni riempitivo di nessuna attinenza con la trama. Perchè l’autista della Contessa dovrebbe sapere qualcosa? Perchè ci fanno vedere due che trombano in casa della Contessa mentre lei confessa che li spia sempre? Chi è e cosa c’entra in tutto questo lo zotico che raccoglie erbe per il cugino e per la casa farmaceutica? PErchè Silvia va da un suo (credo) ex-professore a chiedere notizie della Contessa, avendo come risposta solo la descrizione dello stemma?
Troppi punti interrogativi per un film dal quale mi aspettavo molto di più, anche se questa era solo una mia supposizione detatta da qualche influenza di troppo nel leggere notizie sul regista. Io sono estremamente curioso nel vedere film anche senza un senso apparente, con storie complicate o surreali. Non a caso ho amato Donnie Darko, amo tutto il cinema sperimentale Surrealista e Dadaista, roba che se la vedi non sembra avere una logica.
Questo film è invece il nulla, non ha nulla e sinceramente mi meraviglio che in guro qualcuno ne parli come
Citazioni
E non rompermi il cazzo!
(e questo la dice lunga…)
In definitiva
Lentissimo, pesante e soporifero. Se c’è qualcosa di misterioso ed autoriale nel cinema di Damiani non è certo questo film.
Valutazione
| Regia | 6 | |
| Trama | 1 | |
| Recitazione | 5 | |
| Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) | 1 | |
| Voto complessivo | 2,8 |