Flash review (potrebbe contenere spoiler): Gli etruschi sono solo una scusa.
L’Etrusco uccide ancora è un film nel 1972 di Armando Crispino. Il protagonista è Alex Cord assieme a Samantha Eggar, famosa per il ruolo in “The Brood” (1979) di David Cronenberg. Nel cast anche Enzo Tarascio che reciterà in “La Notte che Evelyn Uscì dalla Tomba” (1971) di Enrico Miraglia e “Continuavano a Chiamarlo Trinità” (1971) di E. B. Clucher, Horst Frank, visto in “Justine, Ovvero le Disavventure della Virtù” (1969) di Jesus Franco e Carlo De Mejo che sarà in “Contamination” (1980) di Luigi Cozzi. Una piccola parte anche per Christina von Blanc che apparirà in due film di Jesus Franco, nel 1972 in “Jungfrauen-Report” e nel 1973 in “I Desideri Erotici di Christine” (noto anche come “Una Vergine tra i Morti Viventi”).
Anno: ITA/GER/JUG 1972
Soggetto: Lucio Battistrada, Armando Crispino
Sceneggiatura: Lucio Battistrada, Armando Crispino
Regista: Armando Crispino
Cast: Alex Cord, Samantha Eggar, John Marley, Enzo Tarascio, Horst
Frank, Enzo Cerusico, Carlo De Mejo, Nadja Tiller, Carla Brait (non accreditata)
Durata: 101 minuti
Recensione & Commento (appassionato)
Prima incursione nella galazzia giallo-thriller per Armando Crispino, regista le cui opere si contano sulle dita e che con questo “L’Etrusco Uccide Ancora” dà lì’impressione di dirigere con il freno spesso torato. Il risultato è una pellicola a volte godibile, in alcuni tratti scialba, a volte arruffata, ma nel complesso figlia del suo tempo e non certo peggiore di altre.

Il film non ha alcuna attinenza con l’altro “etrusco”, ovvero “Assassinio al Cimitero Etrusco” (1982) di Sergio Martino che spingerà più sull’aspetto soprannaturale, a differenza della pellicola di Crispino che, nonstante il titolo, lascia pochissimo spazio alla componente “fantascientifica” tradendo quasi da subito l’origine assolutamente umana dell’assassino.
La trama, tratta da un n romanzo dello scrittore inglese Bryan Edgar Wallace vede protagonista l’archeologo Jason Porter che durante uno dei suoi scavi scopre una tomba etrusca perfettamente conservata. Riesce a scattare delle fotografie grazie ad una sonda ma si accorge il giorno seguente che qualcuno le ha rubate e, contestualmente, una coppia viene uccisa in prossimità dello scavo. La polizia indaga subito su Jason, un uomo con un passato di alcolismo e di violenze, ossessionato dalla ex-compagna Myra, ora tra le braccia dell’attempato e ricchissimo direttore d’orchestra Nikos Samarakis. Sebbene molte delle prove puntino proprio contro Jason e le sue amnesie possano rappresentare una prova contro di lui, l’assassino continua ad uccidere e lo fa seguendo le scene delle pitture fotografate nella tomba etrusca. Se i sospetti inizialmente potevano cadere sulla segretaria del Maestro, Irene o sulla moglie di lui, Leni, dal quale si è separato dopo averla sorpresa a letto con l’amante, alla fine l’assassino si scopre essere il figlio di Nikos, Igor, che, rimasto traumatizzato dalla visione della madre a letto con un altro e dalla successiva aggressione subita che la lascia con una cicatrice da ustione sulla testa, inizia ad uccidere. Jason e Myra si salvano dalla furia del ragazzo che, dopo essersi rivisto bambino assistere alla scena che lo ha segnato decide di uccidersi.

Gli stilemi del giallo all’italiana e del primo thrilling ci sono quasi tutti: abbiamo una storia intricata, un assassino con turbe psichiche, una fugace concessione all’erotismo e i continui depistaggi; addirittura sembra quasi che lo strano feticismo dell’assassino per le scarpe da donna abbia ispirato Dario Argento nel suo “Profondo Rosso” che uscirà due anni dopo.
Gli attori non sono sempre al massimo della forma: se Samantha Eggar è sempre meravigliosa e rivaleggia con Nadja Tiller alla quale è stato riservato un minutaggio decisamente basso, Alex Cord che interpreta il protagonista appare abbastanza “piantato” e pare un incrocio tra Donald Sutherland e John Holmes: sarebbe anche perfetto, se avesse preso le doti attoriali dal primo e l’attrezzatura dal secondo, ma le cose non sono proprio andate così.
Come detto Crispino spesso sembra dirigere con il freno tirato anche se poi si riprende a sprazzi: decisamente buone, anche se molto Seventies le scene degli omicidi, dove il sangue abbonda, la tensione ogni tanto sale, ma pare di essere sulle montagne russe e per un momento di climax ce n’è un altro noioso e stantio. Per la prima metà del film i personaggi appaiono quasi poco funzionali e si fatica a capire realmente i ruoli; alcuni di loro rimarranno un punto interrogativo per tutto il film, come il coreografo Stephen, altri sono inserito solo come depistaggio ma non appaiono mai realmente credibili, come Otello. Crispino riesce anche a sconfinare nel nudo, anche se la scena di sesso proprio tra Otello e la moglie Velia appaia abbastanza gratuita (ma lo ringraziamo per averci mostrato le grazie di Christina Von Blanc, e che grazie…).

Se alcune idee sono buone e alcune intuizioni sono interessanti (l’assassino psicotico, il feticismo per le scarpe, l’ambientazione “funebre”), Crispino pare non voler strafare con il risultato che la visione non è sempre scorrevole e a tratti il “peso” dei 100 minuti del film si fanno sentire.
Assolutamente inascoltabile il doppiaggio che infarcisce di coloriture dialettali alcuni dei personaggi: sentire il socio di Jason parlare finto romanaccio e il poliziotto con una spiccata parlata meridionale fa venire voglia di tirare una testata a chi ha deciso sta roba che rende le scene in cui questi personaggi parlano assolutamente irritanti.
Scena imperdibile
Non sono mal realizzate le scene delle uccisioni, tra le quali spicca quella iniziale della coppia all’interno della tomba.

Bellissime anche le location e la scena finale girata all’interno della enorme chiesa che pare in stato di abbandono rende omaggio all’azzeccata scelta delle diverse ambientazioni
Citazioni
I romani dicevano che le donne etrusche erano zoccole, ma i romani non hanno mai capito un granché, in fatto di donne
In definitiva

Una montagna russa di film che alterna parecchi momenti morti o morenti a sprazzi di tensione e di scene più squisitamente horror. Si salva la seconda metà del film, più dinamica e ricca di eventi, mentre la prima mezz’ora è abbastanza soporifera. E’ un giallo figlio del suo tempo, di sicuro adatto ai cultori del genere come visione da aggiungere alla collezione ma forse risulta meno affascinante per i neofiti del genere.
Valutazione
| Regia | 6 | |
| Trama | 5 | |
| Recitazione | 5 | |
| Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) | 5 | |
| Voto complessivo | 5,2 |
Questo film è parte di una lunga catena di recensioni, ognuna collegata alla precedente e alla successiva da un aspetto (un attore o un’attrice in comune, lo stesso regista, lo stesso anno di produzione ecc…).
La chiave che porta alla prossima recensione è l’attrice Carla Brait.

Ottimo! Ho inserito sul mio blog il tuo nella lista dei siti consigliati 😉
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grazie mille, quale onore! Ho letto un sacco di volte il tuo blog e i film che hai recensito e mi hai aperto un mondo sulla filmografia degli anni ’70!
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